Ora libero, Rudy Guede confessa: “io so la verità e anche lei la sa”

Tornato libero dopo 13 anni di carcere, Rudy Guede, l’unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher, continua a proclamarsi innocente: la sua ultima confessione.

Polizia
Polizia (Adobe Stock)

Tornato formalmente libero lo scorso martedì mattina (23 novembre) per buona condotta Rudy Guede, l’unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher, la giovane studentessa britannica uccisa a coltellate a Perugia la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007. Questo lunedì, 29 novembre, la sua ultima confessione.

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Rudy Guede: “Io so la verità e anche lei la sa”

 

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Nella notte di inizio novembre del lontano 2007, la giovane la studentessa britannica è stata rinvenuta sul pavimento della sua stanza, coperta da un piumone e parzialmente denudata. Oltre Rudy Guede, tra gli indagati vi era anche la coinquilina della ragazza, Amanda Knox, il fidanzato Raffaele Sollecito ed il titolare del Pub dove saltuariamente lavorava la Knox, Patrick Lumumba. Dopo un iter particolarmente travagliato, i tre sono stati assolti.

L’unico accusato è il giovane ivoriano, condannato per concorso con ignoti in omicidio con rito abbreviato a 16 anni di carcere, quasi tutti spesi nel centro penitenziario di Mammagialla a Viberbo. Il fine pena era previsto per il prossimo 4 gennaio; tuttavia, il magistrato di Sorveglianza ha accolto la richiesta di liberazione anticipata avanzata dei servizi sociali ai quali Rudy Guede era stato affidato. Concessi altri 45 giorni di anticipo sul fine pena, Rudy Guede è oggi formalmente libero, continua le sue attività di volontariato e chiede il diritto all’oblio.

Tornato libero dopo 13 anni di carcere, Rudy Guede vuole esprimere la sua versione prima di “voler essere solo dimenticato.” L’ex detenuto proclama ancora una volta la sua innocenza. “Avevo le mani insanguinate perché ho cercato di salvarla, non di ucciderla.” – ha ribadito al celebre tabloid britannico The Sun – “Io so la verità e anche Amanda Knox la conosce. Il 34enne ha confessato di essere sinceramente dispiaciuto per la famiglia Kercher: “ho scritto loro lettera […], ma è troppo tardi per chiedere scusa di non aver fatto abbastanza per salvare MeredithIl tribunale ha accertato […] ho tentato di salvarla tamponando le ferite con degli asciugamani.”

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(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Lyle, fratello di Meredith, sulla liberazione di Rudy Guede: “Sapevamo che questo giorno sarebbe venuto, ma il fatto che sia arrivato all’improvviso e senza che fossimo avvertiti ci ha colto alla sprovvista.”