Bonus Psicologo ignorato, come uccidere la società: c’è bisogno urgente

Non merita l’attenzione del governo la salute mentale dei cittadini, che quest’anno si vedono negare il bonus psicologo. 

Foto da stock (Pixabay)
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La salute mentale dei cittadini non merita l’attenzione del governo, che con la Legge di bilancio 2022 ha deciso di NON approvare il bonus psicologo, un’agevolazione che avrebbe consentito ai cittadini più giovani di iniziare un percorso terapeutico tremendamente necessario all’interno della società. Il bonus aveva un potenziale che arrivava fino a 1600 euro a persona, e il fatto che non sia stato nemmeno preso in considerazione ha lasciato tanti giovani senza parole. Bonus decisamente più inutili sono stati approvati senza lamentele, ma a quanto pare la salute mentale non è una priorità del governo di Mario Draghi.

Bonus Psicologo, aumentate del 100% le richieste di terapia durante la pandemia

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Il bonus psicologo, si legge su Open, avrebbe consentito a chiunque di poter avviare un percorso terapeutico con un bonus iniziale di 150 euro, che sarebbe potuto arrivare a 1600 euro in base al proprio reddito familiare. Laura Parolin, presidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, ha spiegato i motivi per cui il bonus sarebbe stato fondamentale per tante famiglie: “Abbiamo registrato quasi il 40 per cento di richieste di aiuto in più nell’ultimo anno. A questo si aggiunga oltre il 30 per cento di pazienti che, rispetto allo scorso anno, hanno dovuto smettere la terapia perché non potevano permetterselo”. 

Le conseguenze della pandemia sono state disastrose, e non esiste essere umano al mondo che possa dirsi esente dal bisogno di sostegno psicologico. David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi, spiega che la dad ha avuto un impatto pesante, e che oggi a chiedere aiuto sono sopratutto giovani adulti dai 18 ai 35 anni: “Riferiscono ansia, attacchi di panico, tentati sucidi, atti autolesionistici, dipendenze da alcol e droghe ma anche da social e giochi, senso di smarrimento, angoscia…”. Il servizio pubblico è praticamente inesistente, e oggi chi riesce a permettersi le sedute private da 40-60 euro l’una sono esclusivamente cittadini benestanti.

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Conferma tutto anche il dottor Stefano Porcelli, responsabile dell’area psichiatrica, psicologica e neuropsicologica del Santagostino: “Tanti giovani arrivano da noi quando trovano lavoro. Questo significa che iniziano le cure decisamente in ritardo”. Le conseguenze sulla società sono devastanti, ma a Mario Draghi questo non sembra importare.