Omicidio in pieno centro: poliziotto uccide il figlio al culmine di una lite

Omicidio ieri mattina a Raffadali (Agrigento), dove un poliziotto avrebbe ucciso il figlio a colpi di pistola dopo l’ennesima lite.

L’ennesima lite per motivi economici, poi la tragedia con il padre che uccide il figlio a colpi di pistola. È accaduto ieri mattina a Raffadali, in provincia di Agrigento, dove un agente di polizia di 57 anni, al culmine di una discussione avvenuta in strada, avrebbe estratto l’arma di ordinanza ed aperto il fuoco contro il figlio 24enne, affetto da problemi psichici.

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Una pioggia di proiettili che non ha lasciato scampo al giovane. Subito dopo il 57enne avrebbe contattato le forze dell’ordine che ha atteso su una panchina facendosi arrestare. Durante l’interrogatorio l’uomo avrebbe confessato il delitto.

Agrigento, omicidio in pieno centro: poliziotto uccide il figlio 24enne a colpi di pistola

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Omicidio in pieno centro nella mattinata di ieri, martedì 1 febbraio, a Raffadali, comune in provincia di Agrigento.

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Un assistente capo della polizia di Stato di 57 anni, Gaetano Rampello, avrebbe assassinato il figlio Vincenzo, di 24 anni, a colpi di pistola dopo una lite avvenuta in piazza Progresso. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, riporta la stampa locale e la redazione di Fanpage, il giovane, affetto da problemi psichici, avrebbe chiesto del denaro al genitore che lo ha raggiunto nel centro del Paese. A quel punto tra i due sarebbe scoppiata una discussione sfociata poi nel sangue. Al culmine della lite, difatti, il 57enne avrebbe estratto la pistola di ordinanza scaricando l’intero caricatore contro il figlio. Quindici colpi in totale, alcuni dei quali esplosi con il giovane già a terra, che hanno raggiunto il 24enne alla testa e al torace.

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Dopo il delitto sarebbe stato lo stesso 57enne a chiamare i carabinieri. Li ha attesi alla fermata dell’autobus, seduto su una panchina. Quando i militari dell’Arma lo hanno raggiunto, l’uomo ha consegnato la pistola, ormai scarica, senza opporre resistenza.

Portato in caserma, durante l’interrogatorio, scrive Fanpage, Rampello avrebbe confessato il delitto ammettendo le proprie responsabilità. L’uomo avrebbe raccontato di essere stato aggredito durante il litigio dal figlio che gli avrebbe sfilato il portafogli dopo avergli chiesto dei soldi. In passato il 57enne sembra avesse già denunciato il figlio per delle aggressioni subite.