Cannabis free, morto l’uomo simbolo della battaglia per la liberalizzazione

Un anno fa, assolto dall’accusa di aver coltivato in casa piantine di marijuana, era diventato il simbolo della liberalizzazione della cannabis.

Insieme all’Associazione Coscioni, aveva influenzato le lotte politiche per la liberalizzazione della cannabis in Italia. Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione, ha rivolto così un saluto di commiato per l’uomo che aveva accompagnato durante la sua vicenda personale. Viveva ad Olmo, nel Comune di Arezzo, l’uomo che aveva fatto della liberalizzazione della cannabis una battaglia di vita. E’ morto oggi Walter De Benedetto, 49 enne, affetto da una grave patologia invalidante.

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(Terre Di Cannabis – Pixabay)

Walter era il simbolo di una lotta che ancora oggi ci tiene legati in una difficile situazione parlamentare che non ne vuole sapere della liberalizzazione della cannabis per lo scopo terapeutico.

“Si è battuto contro la violenza dello Stato”, parla Marco Cappato

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(Marcus Aurelius – Pexels)

Non è un caso che De Benedetto sia diventato il simbolo della liberalizzazione: a causa di una gravissima forma di artrite remautoide che gli procurava enormi dolori ingestibili da un punto di vista terapeutico e farmacologico, aveva rivolto il suo benessere fisico nella marijuana.

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A seguito di un fatto che lo ha visto coinvolto nella coltivazione di marijuana in casa, Walter De Benedetto era stato assolto dal GUP di Arezzo perchè il fatto non sussisteva. Infatti, era stato identificato come un caso di coltivazione eseguita a scopo terapeutico per la sua malattia.

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Marco Cappato, che con l’Associazione Coscioni ha promosso il Referendum nello scorso inverno, ha seguito la vicenda da vicino: “La prima volta mi parlava del suo fine vita. Si è poi battuto contro la violenza di uno Stato che l’ha processato per la cannabis. Ha vinto la battaglia ma non abbiamo fatto in tempo a vincere con lui per la legge. Andiamo avanti. Grazie Walter”, come riporta TGCOM24.

Per malati gravi di questa e tante altre patologie neurologiche, la cannabis sembra veramente essere l’unico ingrediente salvavita ma l’Italia, ancora legata ad alcuni preconcetti, sembra non accorgersene.