Tragedia in un’azienda: titolare si toglie la vita

Un imprenditore di 60 anni si è tolto la vita in provincia di Rimini bevendo acido muriatico nell’ufficio della sua impresa che viveva un periodo di difficoltà economica.

Si è avvelenato con l’acido muriatico all’interno della sua azienda che viveva un periodo di profonda difficoltà. Così si è tolto la vita un imprenditore di 60 anni a Sant’Andrea In Casale, frazione di San Clemente (Rimini).

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A chiamare i soccorsi lo stesso 60enne dopo aver ingerito l’acido. Presso la ditta sono arrivati i soccorsi che lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale, dove purtroppo si è spento alcune ore dopo nonostante gli sforzi dei medici di salvarlo.

Rimini, titolare di un’azienda si toglie la vita: alla base del gesto la crisi economica

Rimini titolare azienda suicidio acido Claudio Fiori
(mino21 – Adobe Stock)

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Drammatico quanto accaduto nel tardo pomeriggio di martedì 10 maggio a Sant’Andrea In Casale, frazione di San Clemente, comune in provincia di Rimini. Un uomo si è tolto la vita ingerendo dell’acido muriatico.

Si tratta di Claudio Fiori, imprenditore 60enne titolare di una ditta che si occupa della produzione di quadri elettrici. Secondo quanto ricostruito, come riportano i colleghi de Il Resto del Carlino, il 60enne si è recato nei locali dell’azienda ed ha bevuto dell’acido. Poi, forse pentito di quanto fatto, ha chiamato il numero unico per le emergenze.

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A quel punto il centralino del 118 ha inviato sul posto un’ambulanza. I soccorritori lo hanno trovato in condizioni critiche ed urgenza trasportato presso l’ospedale Infermi di Rimini. Qui è stato trasferito nel reparto di Rianimazione, ma ad alcune ore di distanza dall’arrivo, nella notte, il suo cuore ha smesso di battere.

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Insieme ai soccorsi presso la ditta sono arrivati i carabinieri che hanno rinvenuto la bottiglietta dell’acido ingerito dall’imprenditore. Ora si sta cercando di chiarire le motivazioni dell’estremo gesto, alla base del quale, secondo i primi riscontri, scrive Il Resto del Carlino, ci sarebbero le difficoltà economiche dell’azienda. L’impresa, prima per la pandemia poi per l’aumento delle materie prime, viveva un profondo periodo di crisi dovendo ricorrere alla cassa integrazione per i suoi dipendenti.