Bambino ricoverato: “Soffocava per questo l’abbiamo scosso”, indagini per maltrattamenti

Un ricovero d’urgenza per un bambino. Ora è in prognosi riservata e per la Polizia sono scattate le indagini.

Arriva in ospedale avvolto da una coperta zuppa d’acqua. Non è chiaro chi l’abbia portato in pronto soccorso. Sicuramente, il piccolo presentava uno stato di generale ipotermia e un arresto cardiaco in corso. Per un bambino di Perugia sono scattate indagini mentre il personale sanitario si accinge alle cure.

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(Cor Gaasbeek – Pixabay)

Non sono emerse novità sullo stato familiare del piccolo che, a detta dei medici, era già stato ricoverato in quell’ospedale a marzo. La madre, come riferisce Leggo, avrebbe detto al personale ospedaliero di aver visto soffocare il bambino con un biscotto e che l’avrebbe provato a soccorrere gettandogli dell’acqua addosso. Una dinamica quanto meno particolare e che ha destato i sospetti degli inquirenti.

“Soffocava, per questo l’abbiamo scosso”, le parole della madre non convincono. La polizia apre un’indagine

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(Gerd Altmann – Pixabay)

Una storia drammatica che si tinge di giallo per via di diverse anomalie riscontrate dalla Squadra mobile della Polizia locale. Gli accertamenti medici eseguiti in ospedale hanno rilevato delle lesioni sul bambino di natura non ancora definita. Secondo quanto emerso, sarebbero quindi scattate le indagini coordinate dalla Procura del capoluogo umbro. In questo momento, le ipotesi sono tutte al vaglio.

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Non si escludono ipotesi di maltrattamenti da parte della famiglia. La madre, avrebbe riferito “Soffocava, per questo l’abbiamo scosso”, come riporta Leggo. Attualmente il bambino è in prognosi riservata e gli investigatori sono alla ricerca di ulteriori dettagli sulla vicenda.

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Gli esami in corso hanno diagnosticato al piccolo una frattura del cranio e una tumefazione dell’area cerebrale. Un danno che sembra tutto fuorchè accidentale. Il bambino era già stato ricoverato nell’ospedale perugino a marzo per una frattura all’omero. In un comunicato ufficiale, la procura della Repubblica avrebbe quindi valutato la pista dei maltrattamenti familiari. Il bambino resta ancora sotto prognosi riservata e da domenica è nell’Unità di terapia intensiva neonatale di Perugia.