Gratta e vinci, vince 3 milioni di euro ma finisce sotto accusa: il motivo

Vi ricordate il muratore brasiliano che aveva detto di aver vinto 3 milioni di euro al Gratta e vinci? Ecco che fine ha fatto

Il web torna a parlare di una vicenda che nell’ultimo anno ha fatto molto discutere: il protagonista della storia è un quarantunenne di origine brasiliana che lavora come piastrellista e abita a Mozambano, piccolo borgo sulle colline moreniche del Garda.

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Gratta e Vinci (Instagram)

Secondo la cronaca nazionale, nel 2021 il muratore era diventato uno degli uomini più fortunati d’Italia, dal momento che si era portato a casa 3 milioni di euro con due Gratta e Vinci nel giro di venti giorni.

Gratta e Vinci, la verità sui 3 milioni di euro

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Vincita (Pixabay)

La fortuna sembrava proprio dalla sua parte, ma la Uif, Unità di informazione finanziaria per l’Italia, insospettita non ha esitato a inviare una segnalazione alla guardia di finanza.

Il dubbio era scaturito dal fatto che il cittadino brasiliano aveva eseguito un bonifico da 800mila euro verso un conto corrente aperto in una banca del suo Paese. Così, gli furono sequestrati 2,4 milioni di euro sul suo conto alla Bpm di Peschiera, ma dopo una serie di indagini, gli furono riconsegnati poiché non era presente nessuna irregolarità.

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Come mai dopo un anno si è tornati a parlare del presunto fortunato? Il motivo è molto semplice e riguarda il coinvolgimento di altre e due persone, rispettivamente un 48enne e un 60enne, due veronesi residenti tra Caprino e Torri.

La coppia accusa il muratore di aver acquistato insieme a lui il secondo Gratta e Vinci da 1,6 milioni tolte le tasse, il 22 febbraio 2021 in una tabaccheria di Garda, affermando che ci fosse un accordo di spartizione in caso di vincita, ma tale accordo sembra non essere stato rispettato.

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E c’è di più. L’artigiano avrebbe dovuto conservare il biglietto vincente, invece il diretto interessato si sarebbe presentato da solo in banca per incassare la somma di denaro. Dopo una serie di indagini, il muratore è stato rinviato a giudizio dal gip di Verona con l’accusa di appropriazione indebita e dovrà difendersi davanti ai giudici. Nell’attesa, 1,6 milioni sono di nuovo sotto sequestro.