Francesca Ferraguto, uccisa e fatta a pezzi dal compagno

La storia che vi proponiamo oggi è quella di Francesca Ferraguto, la giovane donna siciliana uccisa dal compagno che ne ha poi fatto a pezzi il cadavere.

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Francesca Ferraguto (Foto dal web)

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Ci troviamo ad Augusta, cittadina siciliana in provincia di Trapani. Francesca Ferraguto è una giovane donna di soli 18 anni ed è la prima di tre figli. Dal carattere forte e ribelle, Francesca vive con la sua famiglia, nonostante il rapporto turbolento con il padre. Proprio a causa di alcuni litigi con il genitore, la ragazza decide per un breve periodo di andare a vivere per conto suo, in una casa presa in affitto insieme alla cugina Angelica. Dopo qualche mese però, a causa delle difficoltà economiche, Francesca fa il suo ritorno a casa dei genitori.

L’incontro con l’aguzzino

E’ proprio nella casa paterna che Francesca incontrerà Gianfranco Bari. Siamo nel 2006 e l’uomo, all’epoca 32enne, è da diversi anni collega del padre della ragazza, i due lavorano insieme in una raffineria della zona. Gianfranco aveva già avuto modo di conoscere Francesca quando lei era solo una bambina; quell’anno i due hanno modo di rincontrarsi e Gianfranco resta molto colpito dalla donna che Francesca è diventata.

Gianfranco Bari riesce con un espediente a rubare la password del computer di Francesca e ha quindi modo di mettersi in contatto con lei tramite chat. I due iniziano così a scambiarsi messaggi frequenti. Gianfranco inizialmente nasconde la sua vera identità, si presenta con un nome fittizio e, utilizzando le informazioni che ricava dal padre sul luogo di lavoro, riesce ad abbindolare la ragazza e a farla innamorare.

I due iniziano a sentirsi sempre più assiduamente ed arriva per Gianfranco il momento di rivelare la sua vera identità. Francesca non dà troppo peso alla bugia raccontata dall’uomo e decide di intraprendere questa relazione, prendendo addirittura la decisione di convivere da subito. Quando la notizia giunge alle orecchie della famiglia di lei si scatena una vera e propria bufera. I genitori si dicono contrari, soprattutto il padre, non tanto a causa della persona che è Gianfranco o della differenza d’età tra i due, quanto per il passato dell’uomo, che ha un matrimonio fallito alle spalle e ben 3 figli a carico. Francesca però resta ferma nella sua decisione, la relazione tra i due prosegue e ben presto anche in famiglia le acque si calmano.

I due vivono ormai insieme e i problemi non tardano ad arrivare. I litigi di coppia sono sempre più frequenti e sul volto della giovane donna appaiono sempre più spesso i segni della violenza fisica. La famiglia di lei si accorge della situazione e cerca in tutti i modi di convincere Francesca a lasciare Gianfranco.

L’omicidio e l’occultamento di cadavere

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Francesca Ferraguto e Gianfranco Bari (Foto dal web)

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Tra alti e bassi passano tre anni dal loro primo incontro. Arriviamo al maggio 2009 e la situazione continua a peggiorare sempre di più. Una sera a casa i due hanno un litigio furibondo, più violento del solito e sarà proprio durante questa lite che Francesca verrà uccisa con un violento colpo alla testa.

Passano i mesi. Francesca è sparita dalla circolazione e nessuno degli amici e dei familiari riesce a vederla o mettersi in contatto con lei tramite una telefonata. Nessuno può immaginare che la ragazza è già morta ormai da tempo e il suo aguzzino ha trovato un modo atroce per liberarsi del cadavere. Gianfranco Bari per far sparire ogni traccia del corpo della donna ha deciso di farlo a pezzi. Nove pezzi per la precisione, inseriti in nove differenti sacchi di plastica e sotterrati nella tenuta di campagna del padre.

Per depistare le indagini Gianfranco continua ad utilizzare il telefono della vittima per mandare messaggi alla madre. Vuole far credere che Francesca abbia deciso di allontanarsi volontariamente. La situazione si protrae così per mesi, fino a quando Gianfranco non commette un errore che permetterà ai carabinieri di rintracciarlo. Sottoposto ad un pressante interrogatorio l’uomo confesserà di aver ucciso la donna. Non svela però mai l’arma del delitto: vuole far credere che abbia sbattuto accidentalmente la testa durante il litigio. Dalle ricostruzioni si crede invece che per ucciderla abbia usato una spranga. Gianfranco condurrà i carabinieri nel luogo dove ha sotterrato il cadavere fatto a pezzi della donna. Il suo corpo viene rinvenuto ormai in stato di saponificazione; è stato comunque possibile identificarlo grazie ad un tatuaggio sul polso.

Il processo

Inizia il processo di Gianfranco Bari. L’uomo è stato accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Poichè non è stata riconosciuta sussistente la circostanza aggravante di avere agito con crudeltà, la condanna definitiva è stata di 20 anni di carcere.