Vaiolo delle scimmie: “Sì a quarantena”, chi deve farla e per quanti giorni

A distanza di qualche giorno dalla conferma di presenza di contagiati anche in Italia per l’infezione da vaiolo delle scimmie, il Ministero della Salute detta le regole.

A seguito dei tre casi sospetti e poi confermati e di un quarto identificato, l’allerta vaiolo delle scimmie continua a salire. Monitoraggio costante e valutazione di decisioni più importanti sono al tavolo del Ministero. L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Salute, avrebbe confermato almeno 92 casi nei 12 stati membri in cui la malattia sembra ancora endemica.

quarantena vaiolo scimmie per chi (Pixabay)

Come riporta Leggo, a parlarne è anche il professor Fabrizio Pregliasco, già noto virologo durante la pandemia di Covid-19. Il docente dell’Università statale di Milano si sarebbe espresso favorevole all’introduzione di una quarantena per i contatti dei contagiati da vaiolo delle scimmie. Si valutano quindi gli effetti a lungo termine del contagio di questo nuovo virus contagioso per l’uomo.

Quarantena di 21 giorni: per chi vale e a che cosa serve

vaiolo scimmie quarantena per chi
(Foto pixabay)

Il dott. Pregliasco, intervistato da Adnkronos, come riporta Leggo, valuta quindi la sottoscrizione di quarantena preventiva per i contatti stretti del contagiato da vaiolo delle scimmie. “Quando una persona viene informata di essere un contatto stretto, quindi di diventare un caso secondario, dovrebbe già autoresponsabilizzarsi e comportarsi di conseguenza”, avrebbe riferito il virologo milanese.

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Si tratterebbe quindi di una limitazione ad uscire da casa e vedere altri familiari o persone fino allo scadere di 21 giorni di isolamento. Le persone infette da vaiolo delle scimmie non potrebbero quindi uscire di casa, neanche per portare a spasso l’animale domestico. “L’incendio è ancora piccolo, è meglio essere protettivi”, avrebbe riferito il virologo.

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“In Italia non è che la quarantena si fa come in Cina, murando vive le persone in casa”. Pregliasco inibisce quindi i freni ad una cautela che sembra in questi casi doverosa. Una misura fiduciaria alla quale basterebbe porre un po’ di attenzione per evitare che il contagio si espanda a macchia d’olio sul territorio nazionale.  L‘isolamento sarebbe quindi previsto per i pazienti già contagiati ma anche per i contatti stretti.