Elena Del Pozzo, il retroscena sulla madre: “Aveva un atteggiamento…”

Omicidio Elena Del Pozzo, spuntano nuovi indizi che potrebbero essere fondamentali per scoprire la verità

E’ morta all’età di 5 anni Elena Del Pozzo, uccisa dalla mamma che inizialmente avrebbe fatto scattare l’allarme di un rapimento per poi rivelare di essere stata lei l’assassina.

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Alessandro Del Pozzo (Facebbok)

La tragedia si è verificata nel catanese ed ha lasciato tutti senza parole, in particolare il papà Alessandro. Da giorni si cercano indizi, prove, si parla di ipotesi che possono portare alla ricostruzione dei fatti. Oggi, sono spuntati altri dettagli fondamentali per scoprire la verità.

Omicidio Elena Del Pozzo, la mamma e la gelosia incontrollata

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Nonna Rosaria (Instagram)

Elena Del Pozzo era nata cinque anni fa, i due genitori molto giovani si sono separati poco dopo la nascita ma a quanto pare la mamma non riusciva ad accettare che ci fosse qualcun altro accanto al suo ex.

La piccola, invece, non perdeva occasione di passare del tempo con la nuova compagna del padre. Le due sembravano andare molto d’accordo tanto da scaturire la gelosia dell’omicida Martina Patti.

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A raccontare qualche retroscena sarebbe stata la nonna Rosaria Testa, madre di Alessandro Nicodemo Del Pozzo, papà della vittima.

I rapporti tra gli ex erano tesi. “Elena era meravigliosa, sua madre aveva un atteggiamento autoritario e aristocratico, non mostrava segni di affetto e non era empatica, nemmeno nei confronti della bambina. Non rispondeva mai al telefono alle mie chiamate e decideva lei quando portarci la bambina. – ha spiegato la nonna – Quando litigavano, Elena non voleva andare via da casa nostra. Un giorno la mamma le stava dando botte e gliela abbiamo dovuta togliere dalle mani. L’abbiamo accompagnata a scuola e le ho detto: Nessuno ti vuole bene più di me. Lei mi ha guardata e mi ha fatto capire che aveva capito”.

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Intanto gli agenti di Polizia e gli esperti continuano ad indagare, secondo il racconto della mamma della piccola, la diretta interessata non si ricorderebbe molto di ciò che è accaduto. Ha spiegato: “Non ricordo se ho portato con me qualche oggetto da casa. All’incirca erano le 14.30, siamo andate nel campo che ho indicato ai carabinieri – poi ha aggiunto – Era la prima volta che portavo la bambina in quel campo… ho l’immagine del coltello, ma non ricordo dove l’ho preso. Non ricordo di aver fatto del male alla bambina, ricordo solo di aver pianto tanto”.