Norina Matuozzo, uccisa a colpi di pistola dal marito davanti ai figli

La protagonista di questo ennesimo caso di femminicidio è Norina Matuozzo, giovane donna napoletana, uccisa a colpi di pistola dal marito violento da cui stava cercando con tutte le sue forze di allontanarsi.

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Norina Matuozzo (Foto dal web)

Il primo incontro e l’inizio della relazione

Norina Matuozzo ha solo 18 anni quando incontra per la prima volta quello che diventerà il suo aguzzino. E’ una ragazza solare che lotta da sempre per la sua indipendenza economica e proprio per questo da giovanissima inizia a lavorare in una fabbrica a Secondigliano, quartiere nel napoletano. E’ proprio a Secondigliano, ad una fermata dell’autobus che un giorno, di ritorno da lavoro, incontra Salvatore Tamburrino. L’uomo, di 12 anni più grande di lei, rimane subito colpito dalla bellezza di quella giovane ragazza e inizia a corteggiarla senza sosta. Non passa molto tempo prima che Norina, conquistata dalla sicurezza che quell’uomo più grande le trasmette, ceda al corteggiamento e inizi una relazione con Salvatore. Chi è davvero quell’uomo e cosa faccia realmente nella vita, Norina lo scoprirà solo più tardi. Salvatore Tamburrino è affiliato al clan di Lauro di Secondigliano, una delle cosche più famoso del territorio, che per anni ha gestito i principali traffici illegali del rione.

Passano solo pochi mesi e Norina si accorge di essere rimasta incinta, ma non ha dubbi: vuole a tutti i costi tenere il bambino. Nel frattempo, solo 6 mesi dopo l’inizio della relazione, Salvatore viene arrestato. Nonostante questo e nonostante l’opposizione totale della famiglia di lei, la relazione va avanti e i due decidono di convolare a nozze. Il matrimonio si svolgerà in carcere, dove Salvatore deve scontare ben 7 anni.

L’inizio dell’incubo

Passano gli anni e Norina inizia a scoprire la vera natura dell’uomo che ha sposato. Salvatore è un uomo violento, geloso e possessivo. Arriva più volte ad aggredirla; una volta, durante una visita in carcere, tenta addirittura di infilarle le dita negli occhi come se volesse cavarglieli.

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Salvatore sconta la sua pena e torna a casa. I problemi tra i due coniugi continuano ad aumentare sempre di più. Aumentano le aggressioni verbali e fisiche. Salvatore umilia continuamente la moglie con violenze psicologiche e arriva a metterle le mani addosso anche alla presenza della figlia. Norina subisce in silenzio. Nonostante tutto arriva anche il secondo figlio, un maschietto. La donna si rifugia nell’amore dei suoi figli, ma la situazione in casa diventa sempre più insostenibile. Arriva la scoperta dei primi tradimenti da parte del marito e Norina prende così la decisione di trasferirsi per 15 giorni a casa dei suoi genitori. La separazione da Salvatore non dura però molto; l’uomo infatti non si dà pace, rivuole sua moglie e riesce a riprendersela e riportarla a casa.

Arriviamo al 2019; arriva la goccia che fa traboccare il vaso. Norina scopre di una relazione extraconiugale del marito con la vicina di casa. E’ la donna stessa ad andare da Norina confessando tutto e dicendo che Salvatore la minaccia, impedendole di lasciarlo. Norina a quel punto prende la decisione di separarsi dal marito e lascia definitivamente la casa coniugale per tornare, insieme ai suoi figli, a Melito, dove vivono i genitori.

L’omicidio

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Salvatore Tamburrino e Norina Matuozzo (Foto dal web)

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E’ il marzo 2019, è passato circa un mese da quanto Norina ha abbandonato la casa dove viveva con Salvatore. L’uomo non si è ancora rassegnato al fatto che la moglie lo abbia lasciato e continua a insistere e a pregarla di dargli un’altra possibilità. La mattina del 2 marzo, Norina gli permette di venire a trovarla a casa dei genitori. Salvatore vuole parlarle e si mostra inizialmente molto pacato. La discussione tra i due però degenera e all’ennesimo rifiuto di Norina di tornare con lui, Salvatore tira fuori la pistola che aveva con sé e le spara ben 3 colpi. Subito dopo si da alla fuga, lasciando la donna riversa a terra in una pozza di sangue. In casa sono presenti anche la madre di lei e i due figli che assistono a quella terrificante scena.

Salvatore si dirige subito dal suo legale a cui rivela quello che ha appena fatto. Confessa inoltre tutto ciò che sa riguardo il clan a cui appartiene.

Il processo

Il 3 marzo 2020 Salvatore Tamburrino viene condannato all’ergastolo nel processo con rito abbreviato. E’ accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dal vincolo sentimentale con la vittima, dalla presenza di figli minori e dai maltrattamenti. Viene inoltre condannato per possesso illegale di arma clandestina aggravato dall’uso a scopo omicidiario.