Giallo Denise Pipitone, spunta una nuova traccia sul caso: occhi puntati sulla pista rom

Dopo 18 anni dalla sua scomparsa, la famiglia non si è ancora convinta che il caso sia giunto al termine. Al riesame vecchie intercettazioni video e audio.

Denise Pipitone intercettazioni pista rom
Denise Pipitone (Facebook) – YESLIFE.IT

Si tratta ancora di uno dei gialli più grandi che il Paese abbia mai subito negli ultimi anni. Era il 1° settembre del 2004 quando la piccola Denise Pipitone spariva a Mazara del Vallo (Trapani) mentre giocava serena davanti la casa dei nonni facendo perdere tutte le sue tracce.

Non si è mai data per vinta la madre della bambina, che all’epoca aveva appena 4 anni. Piera Maggio, anzi, non si è mai rassegnata alla scomparsa della sua piccola cercando sempre di portare avanti la sua personale battaglia nella ricerca dei veri colpevoli del misfatto.

Denise, dopo 18 anni si riapre il caso

In questi lunghissimi anni sono state condotte moltissime piste, più o meno forti, tra cui anche quella dei rom che avrebbero potuto rapire Denise senza dare nell’occhio.

Denise Pipitone e Piera Maggio abbracciate
Denise con la mamma Piera Maggio (Facebook) – YESLIFE.IT

Ora la trasmissione “Ore 14” ha chiesto a gran voce che le intercettazioni raccolte dal gip legate proprio a delle voci sospette che parlavano, sembrerebbe, della bambina, vengano portate nuovamente in luce.

Questo per effettuare nuovi e più approfonditi controlli al fine di poter chiudere così poi definitivamente anche quel cerchio di ricerche.

Che cosa sappiamo di quelle intercettazioni?

Il tutto si deve ad alcuni frammenti video realizzati con un telefonino da una guardia giurata che stava svolgendo il suo turno a Milano.

Denise Pipitone che fine ha fatto?
Denise (Facebook) – YESLIFE.IT

Era il 2004 e nel video si sente parlare fluentemente italiano una bambina chiamata dal gruppo di presunti rom come Danàs.

Questa pista è stata avvalorata un anno dopo, il 12 aprile 2005, dalla testimonianza di una donna egiziana che presentandosi ai Carabinieri di Sondrio, spiegò che aveva intercettato Denise in alcune foto mostratele da una cittadina kosovara (residente a Bergamo) che l’aiutava nelle faccende di casa.

La piccola nella foto aveva una cicatrice sulla fronte come Denise, parlava italiano e diceva di non avere la mamma.

I Carabinieri fecero poco dopo irruzione ad una festa in cui si trovava proprio la donna kosovara ed alcuni volti presenti nel filmato della guardia giurata di Milano senza però trovare alcuna traccia di Denise.

Nel documento emerso agli atti all’epoca si legge:

Allo stato attuale si sconoscono le risultanze emerse dalle intercettazioni in corso, ritenuto che non è stato ancora possibile all’individuazione di interprete conoscente la lingua da questi parlata.

“Ore 14” chiede che quelle intercettazioni vengano riaperte ed esaminate anche tramite corretta interpretazione per capire se è possibile risalire a quegli ultimi istanti di vita della piccola.

 

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