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Il divieto imposto dal comune di Ixelles (Belgio) alle gita scolastiche presso lo zoo ha scatenato molte polemiche. Christos Doulkeridis, sindaco della città, ha cercato di spiegare le motivazioni che stanno dietro tale divieto. “La decisione è stata presa già a settembre”, ha dichiarato. “Non ne abbiamo dato notizia ufficiale perché non volevamo battagliare contro le strutture in questione”.

Per quanto riguarda le attività relative agli animali e alla natura, il comune preferisce le fattorie didattiche, il museo del miele e i vari parchi, ma non gli animali selvatici in stato di detenzione. La decisione non è un vero e proprio divieto, ma una scelta fatta limitatamente all’organizzazione delle gite scolastiche.

Le opinioni sono state diverse. Alcuni hanno affermato che molti bambini si sono innamorati degli animali durante la visita allo zoo, definendo la decisione “molto discutibile”, in quanto il lavoro svolto dagli zoo e dai parchi degli animali è finalizzato all’allevamento e al ritorno degli stessi allo stato brado.

Altri, invece, hanno sostenuto la decisione del comune di Ixelles. “Vedere gli animali rinchiusi non è educativo”, ha commentato qualcuno. “Non possiamo insegnare la libertà mostrando delle gabbie”. Un altro ha commentato: “Ci sono tanti magnifici documentari che permettono di ammirare gli animali selvatici in libertà nel loro ambiente naturale. Cosa possiamo imparare dagli zoo, a parte il fatto che gli animali vengono imprigionati?”.

Tra le strutture direttamente interessati dalla misura, lo zoo di Pairi Daiza e quello di Anversa. Le direzioni di entrambi hanno definitivo questa decisione “inquietante”.

“C’è tanta letteratura che spiega il perché molti animali allo stato brado sono minacciati”, si legge in un comunicato. “D’altra parte, la decisione ignora il ruolo estremamente importante svolto dagli zoo nel sensibilizzare il pubblico alla necessità di preservare la natura, così come le azioni concrete che i parchi animali possono intraprendere per proteggere e conservare le specie”.