asini

A serio rischio estinzione le popolazioni di asini in tutto il mondo. Il massacro nei loro confronti continua, con la loro pelle utilizzata dall’industria della medicina tradizionale cinese.

A dirlo è l’associazione “The Donkey Sanctuary” la quale, in un rapporto, evidenzia come l’aumento dei massacri vada di pari passo con la crescente richiesta di “ejiao”, prodotto ricavato dalla pelle di asino. In Cina, la domanda è così alta che occorrono 4,8 milioni di pelli d’asino all’anno. Siccome il Paese non è in grado di sostenere in toto un mercato così vasto, le pelli vengono importate dai Paesi africani e sudamericani.

Nel rapporto si parla di 380.000 asini uccisi ogni anno in Kenya, cosa che sta causando una drastica diminuzione della popolazione. In Cina, dal 1992 ad oggi è diminuita del 76%, in Brasile del 28%, in Botswana del 37% e in Kirghizistan del 53%.

L’associazione sta chiedendo a gran voce che questo massacro venga immediatamente fermato. Continuando di questo passo, per far fronte alla crescente domanda di ejiao la Cina, nei prossimi cinque anni, dovrebbe massacrare più della metà della popolazione attuale. Ecco perché ha chiesto all’industria cinese di passare al collagene di asino coltivato in laboratorio, invitando il governo del Paese a sospendere l’importazione di asini fino a quando i problemi di salute e sostenibilità non verranno risolti.

In tutto il mondo, gli asini sono costretti a subire trattamenti orribili. Il PETA ( People for the Ethical Treatment of Animals) ha chiesto alle autorità mondiali di vietare le crudeli corse di asini pubblicizzati negli hotspot turistici. Gli animali subiscono abusi quando vengono costretti a trasportate turisti sull’isola greca di Santorini, nonostante il governo abbia in passato promesso l’abolizione di tale utilizzo.