Covid-19, il primario guarito: “Il farmaco che mi ha spento l’incendio”

Parla il primario di Napoli guarito con il farmaco anti-artrite. Il virus è pericoloso perché fa precipitare la situazione velocemente

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Il farmaco anti-artrite, l’unico in grado di guarire pazienti fino ad ora. Scovato dall’equipe di ricerca dell’ospedale Pascale di Napoli ha salvato già tante persone. Tuttavia, è ancora in fase di sperimentazione. Non si può dire con certezza scientifica che sia efficace. Il farmaco, infatti, non debella in virus, ma aiuta nella violenta infiammazione. Ne parla il primario di anestesia del Monaldi Antonio Corcione: “Prendevo antivirali e dopo quattro giorni la clorochina. Mi aiutavo con i suffumigi di vapori di acqua bollente. Respiravo bene, tutto sommato non stavo così male. La situazione poi è porecipitata in fretta. E’ questo il pericolo maggiore del Covid-19. L’evoluzione della malattia è rapida. “Ha la capacità di far precipitare la situazione in breve tempo e in condizioni apparentemente buone ma sul piano clinico molto alterate. Hai un po’ di febbre e dopo poche ore ti ritrovi intubato.

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Come ha salvato il primario guarito

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“Sono guarito con il Tocilizumab. Ero scettico, sono un soggetto allergico e infatti ho avuto una reazione. Ho iniziato a gonfiarmi, tremavo come una foglia. Col cortisone in mezz’ora passa. Così è stato. Ma poi la febbre è scesa e non è più tornata. I parametri del sangue sono rientrati nella norma: quel farmaco è come se avesse spento un incendio”.

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Una conferma della forza del Tocilizumab che oggi rimane l’unica speranza, ma non ancora certezza, per combattere il nemico invisibile. Altri risultati migliori di questo farmaco non si sono avuti.

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