Come viene sanzionato il pagamento in contanti

Dal 1° luglio 2020 verranno introdotte importanti novità per chi paga in contanti. Il 2020 sarà l’anno chiave delle politiche della BCE in materia e le conseguenze per i comuni cittadini non sono scontate.

Come viene sanzionato il pagamento in contanti
Soldi in fumo (foto Pixabay)

Quando si parla di contanti si parla anche di lotta al riciclaggio e con il 2020, per la precisione dal 1° luglio 2020, con l’obiettivo di potenziare le misure finalizzate a contrastare il riciclaggio di denaro sporco nonché di contrastare le mafie, entrerà in vigore un’importante normativa che porrà al bando di fatto i pagamenti in contanti sopra una certa cifra.

Ovviamente, affinché la normativa sia efficace, non contiene solo la prescrizione ma anche l’aspra sanzione.

Sono nomre contenute nella manovra di bilancio approvata con il Decreto Legge n. 124/2019, convertito poi con Legge n. 157 del 2019.

Il pagamento in contanti non sarà più possibile per somme davvero basse

Al di sopra del tetto introdotto dalla normativa non sarà più possibile pagare in contanti, indipendentemente dallo status rivestito di persona fisica oppure di persona giuridica.
Se oggi il limite di utilizzo dei contanti per i pagamenti è di 3.000,00 euro, dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 verrà ridotto a 2.000 euro.
La conseguenza è che tutti pagamenti di somme superiori a questa soglia dovrà avvenire con metodi tracciabili: bonifici, pagamenti con bancomat o carta di credito etc.
La multa può superare l’importo della transazione perchè il range sanzionatorio va dai 3mila euro a 50mila euro per cui basta fare una spesa per più di 2mila euro con contanti o comunque in modo non tracciabile per incorrere in sanzioni davveor importanti.

Infine, già dal 1° gennaio 2020 è stata introdotta un’importante nuova regola anche per detrarre alcune spese dall’Irpef: dovranno essere sostenute con metodi tracciabili per poter essere “scaricate”.

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