Primo caso di coronavirus in una casa di riposo: contagiata 80enne

Registrato in un centro di Casale sul Sile, nella provincia di Treviso, un primo caso di contagio di coronavirus all’interno di una casa di riposo.

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Il coronavirus ha colpito per la prima volta un ospite di una casa di riposo. È accaduto all’interno del centro servizi gestito da Ca’ dei Fiori a Casale sul Sile, comune in provincia di Treviso. A risultare positiva al tampone per il Covid-2019 una donna 80enne che era stata ricoverata presso il reparto di Geriatria dell’ospedale Ca’ Foncello. Per l’anziana signora è stato disposto l’isolamento domiciliare fiduciario, che verrà applicato nella struttura del comune del trevigiano dove vive. Nella sua camera saranno limitati gli accessi ai soli addetti con cui la donna era già entrata in contatto.

Treviso, primo caso di coronavirus in una casa di riposo: positiva al tampone una donna 80enne ospite di una struttura

Primo caso di coronavirus per un ospite di una casa di riposo per anziani. Il caso di contagio si è verificato a Casale sul Sile, comune in provincia di Treviso, nel centro servizi gestito da Ca’ dei Fiori, dove un’anziana signora è risultata positiva al test. La donna 80enne, come riporta la redazione de Il Gazzettino, era stata ricoverata presso il reparto di Geriatria dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, reparto che è divenuto il cluster dell’emergenza dell’intera provincia. Dopo l’esito positivo del tampone, l’Ulss 2 Marca Trevigiana ha fatto scattare i provvedimenti del caso ed in collaborazione con la Onlus che gestisce il centro in questione ha invitato tutti a porre attenzione alle sedi per gli anziani. Le autorità hanno disposto anche l’isolamento domiciliare fiduciario presso la struttura per la donna, nella cui camera potranno entrare solo degli addetti con cui è già stata in contatto.

In merito, come riporta Il Gazzettino, si è espresso il direttore generale Francesco Benazzi: “A tutti questi suoi contatti stretti viene esteso il test Covid-19. Parliamo quindi del personale ma anche di compagne di stanza e familiari che possono essersi trovati vicino a lei. In caso di ulteriori positività ed eventuali contagi, scatteranno le relative misure di quarantena. Nel frattempo – riporta Il Gazzettinoabbiamo disposto di limitare l’afflusso dei visitatori esterni, se c’è necessità di prestare cure, a una persona al giorno per ospite, dotata di mascherina. Quanto alla signora in questione, sarebbe preferibile evitare del tutto l’afflusso dei parenti“.

Un commento è arrivato anche dal segretario regionale della Fp Cgil Ivan Bernini che ha affermato: “Va detto che sono stati adottati con prontezza tutti gli interventi previsti già dal primo decreto”

Va detto che sono stati adottati con prontezza tutti gli interventi previsti già dal primo decreto, contingentando tra l’altro gli accessi dei familiari e dando precise istruzioni ai lavoratori sulla base delle indicazioni fornite dal ministero, tanto è vero che non si sono segnalati allarmismi tra il personale. Tuttavia in queste ore nelle strutture stanno crescendo le legittime preoccupazioni, infatti ci vengono segnalati casi di esaurimento delle scorte dei dispositivi di protezione individuale, che risultano difficili da reperire“. Infine spiega Bernini: “Nelle case di riposo, le sindromi influenzali sono molto presenti, data la particolare fragilità dell’utenza. E i sintomi del Covid-19 -riporta Il Gazzettinosenza complicanze sono simili a quelli delle normali influenze. Questo comporta un aumento delle richieste di effettuazione dei tamponi e dell’uso precauzionale dei dispositivi di protezione. Per questo riteniamo fondamentale che si intervenga con nuove assunzioni. Nessun allarmismo, ma non bisogna trascurare nulla“.

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