Prosciutto cotto e bambini, attenzione: fa davvero bene? La verità

Prosciutto cotto e bambini, attenzione: fa davvero bene? La verità

Il prosciutto cotto è uno degli alimenti più mangiato da tutti, sia grandi che piccini. Viene fatto passare come un alimento sano, ideale per l’alimentazione nell’infanzia. I bambini, infatti, ne mangiano a volontà. Ma il prosciutto è davvero adatto ai bambini? Bisogna fare attenzione alla presenza di nitriti all’interno del prodotto. I nitriti sono sostanze che vengono aggiunte in qualità di conservanti nella fase di produzione per evitare la formazione di botulino, una pericolosa tossina. I nitrititi aggiungono sapore e il colore rosa tipico dell’alimento. Il consumo prolungato di prodotti a base di nitriti però è associato ad un aumento del rischio di sviluppo di patologie tumorali coinvolgenti l’esofago e lo stomaco. I nitriti, quando si trovano in condizioni di pH acido, si combinano con le ammine presenti nella carne generando composti cancerogeni.

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Quanto prosciutto possiamo dare ai nostri bambini?

Dopo queste considerazioni viene da chiedersi se il prosciutto è davvero adatto ai bambini. Se 100 grammi contiene 15 milligrammi di nitriti, un bambino di 2 anni, che mediamente dovrebbe pesare 12 chili, mangiando una sola fetta da 10 grammi si raggiungerebbe il limite. In questo caso si dimostrerebbe non proprio l’alimento ideale per la nutrizione dei bambini. Ma allora perché è presente nei menu delle mense scolastiche? Le linee guida ministeriali consentono la presenza del prosciutto nel menu delle scuole per 2 volte al mese. La medicina chiarisce, e lo abbiamo accennato nei paragrafi iniziali dell’articolo, che il consumo elevato può portare a pericoli per la salute. Un consumo di prosciutto di due volte al mese non è pericoloso, ma diventa diverso quando viene somministrato più spesso. Si può dare ai bambini, sì, ma limitando l’apporto settimanale non più di una volta alla settimana, e preferibilmente scegliendo un prosciutto di origine controllata e biologica.