Rita Carlini, dal Maurizio Costanzo Show a musa di Pupi Avati

Rita Carlini, attrice ed artista poliedrica si racconta a YesLife a cuore aperto. Ricorda gli inizi in tv, la grande esperienza al fianco dei fratelli Antonio e Pupi Avati senza negare il suo amore per il canto e la comunicazione a tutto tondo 

Rita Carlini
Rita Carlini

Ha iniziato la sua carriera in uno dei salotti televisivi più famosi di sempre, al fianco di uno dei giornalisti più amati e seguiti, Maurizio Costanzo. Un’ospitata nata quasi per caso che ha trasformato Rita Carlini in una delle opinioniste ed umoriste di punta del talk show.

Ed è proprio qui che Rita conosce i fratelli Avati. Da allora è iniziato con Antonio e Pupi una sorta di sodalizio artistico che non si è mai interrotto, tanto che i due hanno fatto di Rita una delle loro attrici più ricorrenti. Non solo cinema ma anche tv e teatro nella vita artistica della Carlini che si definisce un’amante della comunicazione a tutto tondo.

Con lei abbiamo ripercorso i momenti più salienti della sua carriera e parlato di molto altro ancora.

Rita, il suo ultimo lavoro è stato ne “Il Signor Diavolo” di Pupi Avati. Come è stato lavorare ad una trama piena di linee oscure e torbide?

Lavorare ne “Il Signor Diavolo” nel ruolo di Nina è stato fin da subito un viaggio affascinante e misterioso allo stesso tempo in quanto Pupi Avati ha saputo creare un’atmosfera piena di macabra e nascosta tensione, sia nell’ambientazione paesaggistica (le campagne del Veneto degli anni Cinquanta dove regnava il bigottismo e la superstizione) sia nella realtà apparente dei personaggi che, fino all’ultimo, non si sa se corrisponde a verità. Il successo di critica e pubblico ha riportato in auge il genero gotico di cui Pupi Avati diede già prova già soprattutto nel film cult “La casa dalle finestre che ridono”.

Lei ha lavorato molto con Pupi Avati, è stata una delle sue attrici più ricorrenti. Quale il legame artistico che vi lega? Si sente un po’ una sua musa?

Per me che mi ritengo una persona comune anche se per caratteristiche mentali e di atteggiamento a volte un po’ fuori dagli schemi, la fiducia di Pupi e Antonio Avati non può che riempirmi di gioia e stupore inattesi. Ho ricordi stupendi nei ruoli ricoperti ne “Il cuore altrove”, “Il papà di Giovanna” e il “Cuore grande delle ragazze”. Anche in altri ruoli minori è sempre un arricchimento di esperienza nel valore. Pupi e Antonio Avati sono davvero speciali perché animati da coraggio, passione, anticonformismo ai luoghi comuni. Musa.. la ringrazio un termine molto lusinghiero per me, non ci ho mai pensato! Ho seguito sempre l’istinto ma nei film di Pupi Avati è come ripartire da zero ogni volta. Non sai mai cosa succederà, si ritorna bambini ed è come camminare con le proprie gambe ma presi per mano da chi conosce il sentiero.

Non solo cinema nella sua carriera ma anche teatro. Com’è passare dalla macchina da presa al rapporto diretto con il pubblico?

Per quel che mi riguarda sono sempre e disponibile a 360° in tutto ciò che è emozione, passione, impegno, specie nel contatto diretto con il pubblico. Le sfide mi sono sempre piaciute nel cinema, nel canto, nel teatro e tv, tutto ciò che è comunicazione.

Rita Carlini
Rita Carlini al Maurizio Costanzo Show

Il suo debutto però è avvenuto in televisione al fianco di Maurizio Costanzo. Come vi è arrivata? E cosa ha rappresentato per lei essere opinionista sociale e televisiva? Da lì tutta la sua vita è cambiata..

Il Maurizio Costanzo Show arrivò per caso! Lo seguivo con grande passione sempre fino a notte tarda con mia mamma. Anche per noi Maurizio Costanzo rappresentava una figura familiare ironica, piacevolissima. Io non facevo altro che parlare di lui e dei suoi ospiti con entusiasmo finché senza crederci troppo un giorno scrissi una lettera papiro. Più che altro un monologo di un’adolescente piena di sogni e molto spaesata. Mi chiamarono e ci andai 30 volte in una dimensione, quella della tv che mi coinvolse e affascinò da subito. Poi i ritmi veloci, gli imprevisti, i colpi di scena. Conobbi tante persone meravigliose su quel palco e Maurizio Costanzo sapeva gestire i miei tempi comici con intuito e sensibilità che nel ricordo mi da’ ancora una dolce malinconia. Fu proprio lì che Antonio Avati mi notò per il piccolo ruolo della sartina Zerri ne “Il testimone dello sposo” che fu candidato agli Oscar per i costumi.

Nella sua carriera ha fatto tanto e si è mostrata anche una brava cantante. C’è qualche altra strada che le piacerebbe ancora seguire?

Grazie per la brava cantante, per me è una sorta di catarsi emotiva da interprete. Nella musica mi ha sempre attirato quel legame magico che si viene a creare tra la melodia, il testo e la voce. Nella vita ho tante passioni, e curiosità che anche da autodidatta ho cercato di soddisfare. Amo l’astronomia, la divulgazione scientifica, medica, il giornalismo, la natura. La comunicazione della conoscenza e del sentire resa comprensibile a tutti, la gente umile e grande, semplice e profonda, buona e lungimirante, la vita oltre la superfice e la routine.

Come sta vivendo questi giorni di quarantena? C’è qualcosa che sta riscoprendo e apprezzando?

Questa tragedia mondiale ci ha resi tutti più fragili, insicuri, privi di certezze. Purtroppo è qualcosa più grande di noi e di tutto. Sto riscoprendo ancora di più la verità umana, la forza e a bellezza che tante persone hanno saputo tirar fuori da sé stessi per una sorta di resilienza, di fiducia in un disegno di bene e ritorno ad un sogno di normalità.

Cosa si sente di dire agli italiani?

Agli italiani mi sento di dire che ora come non mai dobbiamo essere uniti e complici superando tutte le cose inutili e superficiali che a volte ci hanno portato ad essere divisi, distanti, chiusi in noi stessi per la vita, il bene più prezioso.

Rita Carlini
Rita Carlini

Qual è la prima cosa che farà appena tutto questo finirà?

Appena finirà tutto vorrei andare al mare con le persone che mi hanno dimostrato da sempre bene anche se sono in altre città. Riguardare il sole e le onde del mare, cantare e ridere con tutta la gioia ritrovata in un giorno normale ma indimenticabile perché liberi di esprimerci senza paura.

Francesca Bloise