Crisi climatica, la Terra ha a disposizione solo 6 mesi

L’International Energy Agency ha dichiarato che la Terra ha sei mesi di tempo per scongiurare la crisi climatica: le politiche che verranno impiegate in questo frangente avranno un ruolo fondamentale.

Siccità
(Foto di _Marion-Pixabay)

Le politiche governative che verranno impiegate adesso per far rialzare il Pianeta colpito dalla pandemia da Covid-19 saranno cruciali. Un’errata valutazione oggi, potrebbe significare un danno che si concreterà in una crisi climatica dagli effetti irreparabili.

L’allarme è stato lanciato da Fatih Birol, direttore dell’International Energy Agency. A suo avviso i prossimi anni saranno determinanti per i decenni a venire. Se in questa fase di post lockdown le emissioni torneranno a crescere, in futuro sarà difficile poter porre rimedio. Il Pianeta ha, dunque, sei mesi di tempo per determinare il suo destino e scongiurare la crisi climatica.

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Crisi climatica, la Terra ha 6 mesi per scongiurare l’irreparabile

febbre gialla
(Fonte Pixabay)

Un vero e proprio allarme sul clima quello lanciato da Fatih Birol, direttore esecutivo dell’International Energy Agency. Quelle che saranno le misure adottate dai Governi oggi per portare in salvo le economie compromesse dalla pandemia, influenzeranno l’andamento dei prossimi anni.

Ad avviso di Birol, riporta la redazione di Rinnovabili.it, bisogna intervenire immediatamente sulle emissioni che dovranno calare ma in maniera definitiva, senza che dopo poco tempo si ripresenti nuovamente lo spettro dello sforo sui valori. Diversamente gli obbiettivi climatici diverranno una chimera.

Il rapporto dell’IEA: il suo Piano di recupero sostenibile

L’IEA riporta Rinnovabili.it ha pubblicato il suo Piano di recupero sostenibile per permettere una ripartenza tutta green. Dei consigli donati ai Governi per permettergli di pianificare le loro riprese con il massimo rispetto nei confronti dell’ambiente. Riducendo le emissioni, ma al contempo creando posti di lavori, facendo ripartire le produzioni e suggerendo un riammodernamento delle reti di fornitura. Proprio su quella che sarà la forza lavoro da implementare batte l’IEA ritenendola un punto imprescindibile e fondamentale di questa fase post-emergenziale.

Un altro punto nodale è la decarbonizzazione, cioè a dire un piano che prevede il sempre minor uso di carbone come fonte di energia. Birol, riporta Rinnovabili.it, ha affermato che adesso non è più possibile attendere, le agende Governative devono essere rivolte alle economie a basse emissioni. Per farne comprendere la portata, il direttore esecutivo dell’IEA riporta i dati delle emissioni del mese di aprile calate addirittura del 17%, ma non appena attivata la fase di riapertura i valori sono subito mutati, facendo registrare un aumento del 5% rispetto all’anno precedente.

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Maggio coronavirus
Caldo in arrivo (Getty Images)

Numerose le associazioni che stanno invitando i Governi a dare ascolto al piano dell’IEA. La priorità ora, deve essere la salute dell’uomo e dell’ambiente.

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