Mario Biondo, un caso avvolto nel mistero: dalle contraddizioni alle tre autopsie

La morte di Mario Biondo, giovane cameraman palermitano trovato morto all’interno della sua abitazione di Madrid nel 2013, è un giallo ancora irrisolto.

Mario Biondo
Mario Biondo (foto dal web)

Da oltre 7 anni un velo di mistero avvolge uno dei casi più controversi della recente cronaca nera italiana: la morte di Mario Biondo. Il cameraman siciliano ritrovato morto nel maggio del 2013, impiccato ad una libreria nel suo appartamento di Madrid. Dopo la tragica scoperta, il caso venne archiviato come un suicidio, ma la famiglia del 30enne non credendo a questa ipotesi ha fatto riaprire le indagini in Italia, durante le quali sono emerse contraddizioni ed incongruenze che ancora oggi non sono state chiarite.

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Morte Mario Biondo: un caso ancora irrisolto dopo diversi anni

Mario Biondo
Mario Biondo (foto dal web)

Il 30 maggio del 2013 un ragazzo italiano di 30 anni viene ritrovato senza vita in un appartamento di Madrid. Quel giovane è Mario Biondo, cameraman palermitano sposato con la nota conduttrice spagnola Raquel Sanchez Silva. A trovare il corpo, impiccato ad una libreria con un foulard di seta, è la domestica che lancia l’allarme. Sul posto arrivano le forze dell’ordine che fanno scattare i primi accertamenti e le indagini su quanto accaduto. L’ipotesi più accreditata, secondo gli inquirenti, è quella di un gesto volontario da parte del 30enne. Ed infatti, nel luglio dello stesso anno, il caso viene archiviato in Spagna come un suicidio. A sostegno di tale ipotesi c’è la prima autopsia sul corpo, i cui risultati parlano di un decesso conseguente ad “asfissia per impiccamento“.

La famiglia di Mario, appresa tale circostanza, non crede alla tesi del suicidio ed inizia una lunga battaglia per cercare di ricostruire quanto possa essere accaduto quella sera, sostenendo non che non possa essersi trattato di un caso volontario. A spingere la famiglia Biondo sono anche le versioni contrastanti, fornite nei giorni seguenti al ritrovamento, da Raquel, moglie del cameraman. La nota presentatrice, come spiegato più volte dai genitori del giovane Mario, sostiene prima che il marito possa essersi suicidato perché aveva scoperto di avere un problema di fertilità, poi parla di una morte conseguente all’utilizzo da parte del coniuge di sostanze stupefacenti. Infine, parla di un gioco erotico finito male. La Procura di Palermo, dopo una denuncia sporta dai genitori del 30enne, apre un fascicolo per omicidio a carico di ignoti.

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Morte Mario Biondo: le indagini in Italia e le numerose incongruenze

Gli investigatori italiani dispongono una seconda autopsia sulla salma che viene, dunque, riesumata. Dal nuovo esame autoptico, le cui conclusioni parlano comunque di un suicidio, emergono numerose incongruenze che spingono gli inquirenti spagnoli ad iscrivere nel registro degli indagati il medico legale che effettuò la prima autopsia. Anche dalle foto scattate sulla scena del ritrovamento, consegnate alcuni mesi dopo alla famiglia e mostrate in alcuni servizi de Le Iene, emergono delle contraddizioni. In primo luogo la posizione del corpo, poi anche l’ordine nel quale sono stati trovati gli oggetti sulla libreria al quale Mario si sarebbe impiccato e un solco sulla nuca del cameraman che non coinciderebbe con il foulard di seta.

Per tali ragioni gli inquirenti italiani effettuano due rogatorie internazionali, chiedendo di sentire tutte le persone coinvolte nella vicenda, compresa Raquel Sanchez Silva. Anche durante queste audizioni, come mostrato dai servizi dell’inviato Cristiano Pasca de Le Iene, emergono contraddizioni su punti fondamentali nella vicenda. L’ora di ritrovamento del cadavere da parte della cameriera, l’ora della morte ed il luogo in cui si trovava la moglie di Mario quella sera.

La donna afferma di essersi recata a Plasencia, cittadina distante oltre 200 chilometri da Madrid, mentre alcuni giornali riferiscono la possibilità che potesse essere stata invitata ad una festa a casa di un amico nella capitale spagnola. A questo si aggiungono anche le perizie effettuate sui computer presenti nell’appartamento, uno fisso ed uno portatile. Da queste analisi emergono numerose ricerche mirate su possibili contenuti pornografici collegati alla moglie. Mario, dunque, sembrava essere interessato a capire se esistessero su internet dei video a luci rosse che avrebbero potuto vedere Raquel come protagonista.

Inoltre dalla perizie, come si evince dai vari servizi mandata in onda da Le Iene, risulta che sul computer di Mario, dal quale sarebbero stati cancellati 996 gigabyte di memoria, sia stato installato un software per essere controllato in remoto. Infine pare che il computer si sia collegato a varie reti Wi-Fi, in un periodo successivo alla morte del cameraman.

Alle domande degli inquirenti italiani, sui computer, Raquel in Tribunale smentisce di aver affidato il dispositivo ad un tecnico esterno, ma afferma di aver solo cancellato delle foto personali insieme a suo cugino, che lavora come tecnico informatico.

Nei mesi successivi viene disposta una terza autopsia sul corpo di Mario che conferma nuovamente l’ipotesi del suicidio, ma secondo la famiglia anche in questo caso ci sarebbero state delle incongruenze legate ai reperti che presentavano anomalie nella numerazione.

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Mario Biondo e la madre Santina
Mario Biondo e la madre Santina

All’inizio di quest’anno, la Procura di Palermo ha avanzato richiesta di archiviazione, opposta dalla famiglia di Mario che ormai da anni si batte chiedendo di conoscere la verità.

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