Neutralità climatica, quanto guadagnerà il mondo con la promessa della Cina

La Climate Action Tracker ha stimato che, tramite l’impegno assunto dalla Cina sulla neutralità climatica, il Pianeta godrà di un consistente abbassamento del riscaldamento ambientale.

Inquinamento
(Foto di David Mark-Pixabay)

Una diminuzione del riscaldamento globale consistente, di ben 0,3°C, quella che si stima potrà registrarsi se la Cina terrà fede alla propria promessa. L’impegno del Paese del Dragone è quello di raggiungere la neutralità climatica prima dei prossimi 40, intorno al 2060. Ad effettuare la stima la Climate Action Tracker.

Leggi anche —> Emissioni inquinanti delle industrie: Italia tra i virtuosi della trasparenza

Neutralità climatica, promessa della Cina apporterà grandi benefici

Città inquinamento coronavirus
(Getty Images)

Se la Cina dovesse mantenere le sue promesse sulla neutralità climatica la Terra ne trarrebbe grandi benefici. Si parla di quasi 0,3°C in meno rispetto alle attuali temperature dovute al surriscaldamento globale. Questo quanto rilevato dal Climate Action Tracker (CAT). Il risultato è giunto all’esito di una proiezione basata sulle parole del Presidente Xi Jinping pronunciate nel corso dell’assemblea dell’ONU. In sostanza il Paese del Dragone si è impegnato ad eliminare l’impiego del carbone entro quella data.

Ovviamente i dati attuali sono poco rincuoranti, gli obbiettivi che ben duecento Paesi si erano posti cinque anni fa non sono soddisfacenti. Il target era quello di rimanere al di sotto della soglia dei 2°C, o meglio entro un massimo di 1,5°C. Tuttavia l’impegno cinese potrebbe di certo apportare il proprio contributo positivo. Soprattutto perché andrà ad incidere direttamente sulla sua filosofia di commercio ed economia. Cosa non di poco conto perché, con tali attività, la Cina produce quasi il 30% delle emissioni di CO2 globali.

Per vedere se le prospettive rosee del CAT saranno rispettate o meglio, se sono promettenti, non bisognerà attendere 40 anni. Il primo test Pechino lo affronterà a breve quando pubblicherà i propri dati relativi alle proiezioni per il prossimo quinquennio. Ad influenzare la promessa della Cina, seppur in minima parte, potrebbero essere anche le numerose ammonizioni da parte dell’Unione Europea. Ed infatti, spesso è stata paventata l’ipotesi di introdurre una carbon border tax, riporta la redazione di Rinnovabili, ai danni del Dragone se quest’ultimo non si fosse adeguato a progetti climatici ambiziosi. Una “minaccia” che peserebbe molto sulle tasche di Pechino la quale ne trarrebbe solo grande danno sulle esportazioni.

Un peso maggiore nella scelta della Cina potrebbe averlo giocato, invece, il testa a testa con gli USA. Il Paese di Donald Trump, escluso dal vertice nella capitale francese, potrebbe subire un pesante sorpasso in tema clima. Soprattutto in questo singolare frangente dove il Mondo cerca la sua ripartenza dopo la pandemia da Covid-19.

Leggi anche —> Inquinamento atmosferico: per gli esperti ridotta l’aspettativa di vita di quasi due anni

Inquinamento
(Getty Images)

Ad ogni modo l’ambizioso progetto della Cina, qualora riuscisse nella sua realizzazione, segnerebbe un grande passo in avanti nella lotta al surriscaldamento globale.

Se vuoi essere sempre informato in tempo reale, seguici anche sulle nostre pagine Facebook, Instagram e Twitter.

M.S.