Istat, scende la cultura: la metà degli italiani arriva alla terza media

Italiani di poca cultura, per l’Istat il 50% ha al massimo la licenza media. ll 16% fermo alle elementari, il 4,6% analfabeta

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Gli italiani hanno poca cultura. Lo afferma una indagine Istat, il Censimento fatto dall’istituto di statistica relativo al 2019. Ben la metà degli italiani non vanno oltre la terza media. Inoltre, per quanto riguarda il diploma o la qualifica professionale, soltanto il 35,6% degli italiani ne sono in possesso. Un cittadino su tre raggiunge la qualifica o il diploma, una media decisamente bassa rispetto a quella europea. C’è anche un 16% di italiani che si ferma alle scuole elementari e un 4,6%, tra gli anziani, che è analfabeta o alfabeta ma senza alcun titolo di studio. Va aggiunto che fino a 60 anni fa il livello di analfabetismo in Italia era molto alto. Diminuiscono poi gli alunni che non terminano gli studi. Questo dato è un passo avanti senza ombra di dubbio.

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Scuola – Getty Images

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Istat, italiani con bassa cultura, studiano e leggono sempre meno

tragedia a scuola
Scuola (GettyImages)

Per quanto riguarda i titoli di studio, il 14% circa sono laureati oppure specializzati con il diploma di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica. I dottori di ricerca sono lo 0,4% della popolazione. Infatti, sono 232.833, e fanno registrare un incremento rispetto al 2011, anno dello scorso censimento. Otto anni fa erano, infatti, erano 164.621. C’è stato così  un incremento che va oltre il 40%. Nella ricerca hanno pesato sia gli incentivi rispetto al passato sia la difficoltà per i laureati italiani di trovare un lavoro che sia coerente e gratificante per gli studi effettuati. Questo porta ad un incremento degli studenti a proseguire gli studi nell’ambito della ricerca.

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Rimane il dato troppo alto della metà dei cittadini che si fermano alla terza media. Un elemento che apre a varie interpretazioni e riflessioni. Va detto che la scuola pubblica negli ultimi decenni ha subito vari tagli, lievi ma costanti. Del resto, anche la lettura di libri e giornali è in calo costante.