Pd, depositato Ddl: modifiche a poteri e figura del Presidente della Repubblica

Il Pd ha presentato un Ddl che vorrebbe modificare il testo di due articoli della Costituzione relativi al Presidente della Repubblica.

Partito Democratico
Partito Democratico (Claudio Divizia – Adobe Stock)

Il Pd ha depositato un disegno di legge che vorrebbe modificare gli articoli 85 e 88 della Costituzione. Nello specifico, si tratta di disposizioni che riguardano il Presidente della Repubblica. I senatori dem Dario Parrini, Luigi Zanda e Gianclaudio Bressa -firmatari del Ddl- chiedono che venga inserita la non rieleggibilità dell’inquilino del Quirinale e che venga abrogato il cosiddetto semestre bianco.

Pd, Ddl per vietare rieleggibilità del Presidente della Repubblica e abrogazione semestre bianco

Senato
(Getty Images)

Il Pd ha depositato un Ddl che vorrebbe vietare la rieleggibilità del Presidente della Repubblica. Stando a quanto riferisce La Stampa, il testo porterebbe la firma dei senatori Dario Parrini, Luigi Zanda e Gianclaudio Bressa.

I parlamentari dem hanno chiesto nello specifico una modifica gli articoli 85 e 88 della Costituzione aggiungendo nel primo, al 1° comma, la locuzione “non è rieleggibile“.

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All’articolo 2 del Disegno, invece, viene chiesta l’abrogazione del 2°comma dell’articolo 88 ossia dove viene previsto il cosiddetto semestre bianco, momento in cui il Capo del Quirinale non ha potere di sciogliere le Camere nel corso dei suoi ultimi sei mesi di incarico.

La mossa del Pd prende forma in un momento davvero caldo. La questione Quirinale si fa sempre più bollente e gli schieramenti politici iniziano a smuovere le acque per il 2023. C’è chi vorrebbe Mario Draghi Presidente della Repubblica, una opzione che inevitabilmente inciderebbe anche sul Governo. Già perché quando bisognerà votare per il Colle, il suo mandato non sarà ancora scaduto. Ed allora, ciò significherebbe andare ad elezioni anticipate per creare un nuovo esecutivo e scegliere un nuovo Premier. Ma questa possibilità sarebbe dai più esclusa, in tanti sono soddisfatti dell’operato dell’ex numero 1 della Bce e sottrarlo alla guida del Governo è ritenuta una scelta imprudente.

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Riconfermare Sergio Mattarella sarebbe l’altra via percorribile. Ma anche qui si vaga nel campo delle ipotesi, in primis perché bisognerebbe capire se l’attuale Presidente abbia intenzione di restare o se invece a scadenza di mandato voglia “ritirarsi a vita privata”. Una possibilità non così remota, considerato che in diverse occasioni si sarebbe espresso per un addio.

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Negli ultimi periodo un altro nome è stato avanzato: quello di Silvio Berlusconi. Una figura che, però, colliderebbe secondo alcuni politici con uno dei cardini della figura del Presidente della Repubblica: non avere bandiere. In sintesi, quindi, la questione Quirinale resta ancora ampiamente aperta e lontana da una risoluzione a stretto giro.