Omicidio Stefano Cucchi, processo sui depistaggi: condannati 8 carabinieri

Il Tribunale ha condannato gli 8 carabinieri indagati nel processo sul caso dell’omicidio di Stefano Cucchi, 31 anni.

La sentenza del Tribunale di Roma ha condannato gli 8 carabinieri imputati sul processo legato al caso Stefano Cucchi, il geometra 31enne romano arrestato il 15 ottobre 2009 e deceduto una settimana dopo all’ospedale Sandro Pertini, nella capitale.

 

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Omicidio Stefano Cucchi: gli 8 carabinieri condannati dal Tribunale di Roma

Omicidio Stefano Cucchi, processo sui depistaggi: condannati 8 carabinieri
Stefano Cucchi (Ansa)

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L’omicidio di Stefano Cucchi risale a 13 anni fa: era il 22 ottobre 2009 e il giovane si trovava in custodia cautelare perché ritrovato in possesso di sostanze stupefacenti. Il suo caso è tra i più sentiti a livello nazionale: la notizia della condanna scuote l’opinione pubblica e la stessa famiglia dell’allora 31enne. La sorella Ilaria è ancora incredula: “Non credevo sarebbe mai arrivato questo momento.”

La sentenza definitiva è arrivata questo pomeriggio, giovedì 7 aprile, dopo un lungo iter giudiziario durato 8 ore. In seguito, la decisione del giudice monocratico di Roma, Roberto Nespeca, sui presunti depistaggi nell’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, geometra 31enne romano. Il Tribunale di Roma ha accusato 8 carabinieri, ritenuti responsabili all’epoca dei depistaggi successivi al decesso del giovane.

Tra i condannati c’è anche il generale Alessandro Casarsa, allora comandante del Gruppo Roma, condannato a 5 anni di carcere; 1 anno e 3 mesi al colonnello Lorenzo Sabatino e Francesco Di Sano; 4 anni per Francesco Cavallo e Luciano Soligo; 2 anni e 6 mesi a Luca de Cianni; 1 anno e 9 mesi a Tiziano Testarmata.

Gli 8 imputati sono stati condannati per reati di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia. Incredula alla notizia, Ilaria ha evidenziato la figura del generale Casarsa, quale “anima nera” del caso Cucchi. La sorella di Stefano aveva già rivelato le sue speranze ai media questa mattina, giovedì 7 aprile, poco prima dell’inizio del processo: dopo anni di dolore e processi a vuoto, è arrivato il momento che i responsabili “vengano condannati. […] quello che hanno scritto su Stefano, che era tossicodipente, anoressico, sieropositivo sono tutte falsità.”