Coronavirus, 500 contagi in poche ore: il parere dell’Oms

Salgono in poche ore i numeri dei contagi da coronavirus in Italia, crescita commentata dagli esperti dell’Oms.

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Oltre 500 contagi da Covid-2019 in poche ore in Italia: questo il quadro presentato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale invita però alla calma. Per l’Oms, infatti, non si può ancora parlare di pandemia, considerato che il Paese ha messo in atto ogni misura precauzionale utile. A ciò si aggiunge che numerosi di questi casi potrebbero aver contratto il virus una/due settimane fa. È ovvio, quindi, che il numero aumentasse così vertiginosamente e repentinamente. Bisognerà, ora, attendere due settimane per capire se e quanto le misure adottate dall’Italia sono efficaci per contenere l’epidemia.

Coronavirus, crescono i contagi, l’Oms: “Per avere un’idea più chiara bisognerà attendere le prossime due settimane

Bisognerà attendere due settimane prima di capire se e quanto siano state efficaci le misure adottate dall’Italia per fronteggiare l’epidemia dal coronavirus. Non bisogna lasciarsi allarmare dai dati odierni che parlano di 500 contagi in poche ore e ciò per due ordini di ragioni. In primo luogo l’aumento era fisiologico. Ed in seconda istanza, invece, non si può sottacere che di quei casi di certo numerosi erano quelli che hanno contratto il virus una/due settimane fa. In merito, riporta La Repubblica, si è espresso Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità: “L’incremento era assolutamente atteso. Le cifre riflettono la presenza di un focolaio importante in alcune zone italiane. I nuovi casi di coronavirus che stiamo rilevando sono persone contagiate anche una settimana o due settimane fa, considerando che il periodo di incubazione può arrivare fino a 12-14 giorni”.

Il professore ha poi proseguito affermando: “Ma c’è comunque un gran numero di persone, pari circa al 15%, che ha sintomi gravi, un altro motivo per cui la malattia – riporta La Repubblicanon deve essere sottovalutata“.Rezza ha, infine, aggiunto: “E bisogna adottare norme e comportamenti adeguati, come indicato dalle autorità.Nonché mettere tutte le armi in campo per contenere l’epidemia, come già stiamo facendo“.

Quanto al tempo che bisognerà attendere per avere un riscontro circa l’efficacia delle misure messe in atto dall’Italia, si è espresso Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali. L’esperto, riporta La Repubblica, ha affermato: “Per avere un’idea più chiara del loro impatto (delle misure di sicurezza ndr) e di come evolverà la situazione dobbiamo osservare l’andamento dell’epidemia di Covid-2019 in Italia almeno per le prossime due settimane“. Qualora le misure saranno state efficaci allora si assisterà ad un netto calo dei casi. Ciò porterà, ovviamente, ad un aumento delle guarigioni per questioni statistiche.

Andreoni ha poi aggiunto circa i test: “Nonostante i nuovi criteri prevedano di svolgere i test soltanto su persone sintomatiche, in qualche circostanza si opta opportunamente per fare i tamponi anche in chi non ha sintomi ma è stato a stretto contatto con persona malate. Questo – riporta La Repubblicaè avvenuto ad esempio nel caso dell’agente del Commissariato di Spinaceto, ricoverato all’ospedale Spallanzani“. Ed ha proseguito rappresentando una criticità: “Sarebbe necessario aumentare il numero dei centri che possono eseguire il tampone per il nuovo coronavirus. In tutto il Lazio soltanto lo Spallanzani – riporta La Repubblicapuò svolgere il test e questo crea un enorme problema di gestione dei possibili casi sospetti“.

Ma non è solo il Lazio. Anche in Lombardia afferma Andreoni i centri autorizzati a fare test sono solo tre. Ciò ovviamente rallenta e non di molto l’individuazione dei casi. In ogni caso, nonostante i grandi numeri del contagio, l’Istituto Superiore di Sanità ha affermato che l’80% dei casi sono di lieve entità.

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