Coronavirus, la toccante lettera di una bimba: “Spero che tutto finisca presto”

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Toccante lettera pubblicata sui social e scritta da Nunzia, una bambina di appena otto anni: il padre l’ha resa pubblica su facebook

Nunzia è una bambina di 8 anni residente in una delle zone del Veneto più colpite dal Covid-19. Il suo papà ha pensato di pubblicare un tema che la piccola ha dedicato all’avventura che stanno vivendo sui social. In particolare, il padre di Nunzia ha reso pubblico la commovente storia raccontata dalla piccola Nunzia sulla pagina Facebook “Sei di Codogno se…”:  “Oggi è il 2 marzo, sono passati 10 giorni da quando abbiamo saputo dei telegiornali che un nuovo virus è arrivato in Italia, da quel giorno abbiamo tutti molta paura. Ormai sono 10 giorni che non vado a scuola – continua Nunzia – mi mancano i miei amici, mi manca scherzare e giocare all’ora di ricreazione. Ho avuto molta paura perché le prime persone ad ammalarsi abitavano a poca distanza da casa mia. Mi ricorderò di questo brutto momento per tutta la mia vita. Mi ricorderò l’odore della candeggina che mamma mi fa usare sulle mani tutti i giorni. Spero che tutto questo finirà presto, che tutte le persone colpite da questo virus possano guarire presto; che si possa giocare liberi senza avere paura di abbracciarsi, senza avere paura di ammalarsi e che tutte le persone in quarantena possano essere libere di uscire dalle proprie case e sentire il sole sulla pelle”, conclude la piccola.

Toccante lettera, quando potremmo abbassare la guardia

Guardando l’esperienza di Wuhan i primi dati sull’efficacia delle misure adottate sono arrivati 16-18 giorni dopo dell’implementazione di misure severissime, molto più severe di quelle che stiamo vivendo noi. Roberto Burioni, virologo dell’ospedale San Raffaele di Milano, ne ha parlato al corsera: “c’è un dato assoluto a cui dobbiamo puntare che ci dirà che siamo fuori pericolo ma dobbiamo osservare una curva discendente di contagi che si prolunga nel tempo. Se tra qualche giorno vediamo che il trend è in discesa vuol dire che le misure adottate hanno funzionato. Ma se in quel momento molliamo, riaprendo scuole, stadi, palestre, il rischio è che i casi riesplodano e i sacrifici fatti non saranno serviti. Se il trend invece continuerà a salire vuol dire che le misure adottate non sono state sufficienti e dovranno essere riviste per renderle più stringenti”.

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