Coronavirus Italia | è allarme | “Gravi in ospedale anche i giovani”

Il rischio di un collasso degli ospedali è concreto e la situazione Coronavirus Italia appare lontana dal risolversi. Lo afferma il Giovanni XXIII di Bergamo.

coronavirus italia
Coronavirus Italia situazione prossima al collasso FOTO STR AFP via Getty Images

L’emergenza Coronavirus Italia ha colpito Bergamo e provincia più di ogni altra città. Il territorio orobico è quello che fa contare il maggior numero di casi, quasi 2000, da quando è scoppiata la pandemia in Italia.

LEGGI ANCHE –> Coronavirus, l’epidemiologo è chiaro: “Il nostro sistema sanitario rischia di non farcela”

Della situazione parla il dottor Roberto Cosentini, primario di Medicina d’Urgenza dell’ospedale Papa Giovanni XXIII proprio di Bergamo. La situazione attuale lo preoccupa enormemente. A ‘La Repubblica’ il dottor Cosentini afferma: “La Lombardia fa ormai da focolaio di una pandemia enorme e che sembra non avere fine. Ogni giorno registriamo un numero enorme di ricoveri e gli ospedali scoppiano. Urge trovare al più presto altri letti ed anche altri medici ed infermieri. Alle condizioni attuali resisteremo soltanto per poco”.

LEGGI ANCHE –> Coronavirus, intubato a 23 anni: il dolore del padre

Coronavirus Italia, la situazione sembra non conoscere fine

“Purtroppo la dinamica innescata dal Coronavirus è già cambiata. Ora nel mio ospedale arriva una media di 70 contagiati al giorno. Ma il numero va aumentando. Arrivano tutti insieme e sono tutti gravi. Inoltre appartengono a tutte le fasce di età e prima di ammalarsi erano sanissimi e forti. Se l’ondata di contagi non cala, il sistema sanitario italiano collasserà. Tutto quanto sta succedendo è equiparabile ad una catastrofe naturale”. O ad una guerra, come affermato anche da altri professionisti del settore medico attualmente impegnati in prima fila contro il Coronavirus in tutta Italia.

LEGGI ANCHE –> Coronavirus, il segnale in questi giorni che fa ben sperare

“Adesso arrivano anche i più giovani e forti”

Cosentini parla anche di “ciclicità delle crisi. I primi contagi vedevano soggetti spalmati lungo tutto l’arco del giorno. Avevano soltanto febbre e bronchite leggere. Ora però giungono tutti di pomeriggio e già con polmoniti gravi, per le quali c’è per forza bisogno di ricovero in terapia intensiva e di respirazione assistita. Tra le 16:00 e le 18:00 di ogni giorno arriva una ondata di urgenze concentrate. Qualcosa che succede solamente in occasione dei terremoti. E siamo già alla terza settimana, ma la fine di tutto questo appare davvero lontana. In origine i soggetti colpiti erano gli anziani già con malattie gravi in corso. Ora però arrivano anche i giovani ed i più sani, che magari hanno resistito a casa più a lungo”.

LEGGI ANCHE –> Coronavirus: come gestire colf e baby sitter