Coronavirus Italia, le vittime dell’epidemia: tutto quello che c’è da sapere

L’Istituto Superiore di Sanità ha effettuato uno studio sul nuovo coronavirus riguardante le vittime risultate positive: rivelati dati significativi.

Coronavirus
(Getty Images)

L’Istituto Superiore di Sanità ha effettuato uno studio sui primi 1.016 deceduti e risultati positivi al nuovo coronavirus. Tramite un’analisi dei casi sono emersi dati riguardanti le categorie più colpite. Ad influenzare il trend sono stati fattori come l’età media. Quanto al sesso, pare che il tasso di mortalità sia più alto fra gli uomini.

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Coronavirus, le vittime in Italia: studio dell’Iss rivela le categorie per cui il virus è più letale

Ad influenzare le statistiche sulla mortalità da nuovo coronavirus sarebbero numerosi fattori, tra questi l’età ed il quadro clinico pregresso del paziente. A rivelarlo l’Istituto Superiore di Sanità che ha effettuato uno studio sui primi 1.016 pazienti deceduti e positivi al Covid-2019. Un’analisi di preminente importanza che ha consentito agli studiosi di comprendere la reale portata del problema. Conoscendo il proprio nemico, va da sé, che è possibile porre in essere strategie più efficaci. Dallo studio è emerso quali fossero le regioni maggiormente colpite e quale la fascia di soggetti. Procediamo con ordine.

Le zone maggiormente colpite dai decessi:

Quanto alla localizzazione geografica, l’Iss ha rilevato che il maggior numero di decessi, riporta la redazione di Fanpage, si è concentrato in Lombardia ed Emilia Romagna con dati in rialzo anche in Piemonte. La percentuale sul totale in queste regioni è del 90%.

Al momento, tra queste, il maggior numero di morti è in Lombardia, la quale registra un tasso di letalità del virus pari al 7,7%. Numeri importanti ed in controtendenza rispetto ai dati generali che si attestano tra l’1,5% ed il 5%. Un gap rispetto al quadro complessivo, riporta Fanpage, le cui cause sono state chiarite dal virologo Fabrizio Pregliasco. Per l’esperto, infatti, bisogna tener conto dell’età della popolazione, nonché della capacità di riuscire ad individuare con esattezza il numero totale dei contagiati. Ulteriore fattore è sicuramente quello riguardante l’eccessivo numero di pazienti collocati in terapia intensiva; tipologia di reparto che in alcuni ospedali è al collasso.

Le fasce dei soggetti deceduti: dati demografici dei pazienti determinanti

Quanto alle fasce determinate dai fattori demografici è emerso un altro importante dato. Stando allo studio dell’Iss, riporta la redazione di Fanpage, l’età media dei deceduti è di 79,4 anni. Il sesso maggiormente colpito, invece, quello maschile: si parla del 71,6% gli uomini ed il 28,4% le donne.

Al momento della ricerca erano solo due i soggetti deceduti sotto i 40, ma entrambi i casi registravano un precario quadro clinico con gravi patologie preesistenti. Si trattava di un uomo di 39 anni diabetico ed affetto da obesità ed una donna di 39 anni paziente oncologica.

Proprio dalle patologie pregresse pare essere fortemente determinata la letalità. Una combinazione di più fattori, infatti, aumenta esponenzialmente la possibilità che il coronavirus funga da catastrofico innesco.

I sintomi: confermati gli studi precedenti

I sintomi nei soggetti affetti da coronavirus, rilevati dallo studio dell’Iss, viaggiano in linea con le informazioni già note. Tosse, diarrea, dispnea, emottisi e febbre. La ricerca nei 1.016 pazienti ha fatto emergere che solo nel 4% dei positivi il coronavirus si è manifestato con emottisi (tosse con sangue) e diarrea. Sono tosse, febbre e difficoltà respiratorie ad essere risultati i sintomi più registrati: rispettivamente 45%, 80% ed 83%.

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