Covid-19, nuove disposizioni di Giuseppe Conte: le attività che rimarranno aperte

Il premier Giuseppe Conte ha annunciato la chiusura di tutte le attività non essenziali per cercare di contenere il contagio da Covid-19 in Italia. Di seguito i servizi e le attività che non verranno fermati.

Giuseppe Conte
Il premier Giuseppe Conte (Getty Images)

Nella serata di ieri, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato una nuova stretta per cercare di contenere il contagio da coronavirus in Italia. L’epidemia si aggrava di giorno in giorno ed il Governo ha stabilito la chiusura di tutte le attività del nostro Paese ad esclusione di quelle ritenute essenziali. Misure definite dallo stesso Conte “severe”, ma necessarie per far fronte all’emergenza che sta attraversando l’Italia ormai da oltre un mese.

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Covid-19, nuove misure disposte dal Governo: le attività ritenute essenziali che non si fermeranno in Italia

Non accennano a diminuire i numeri del contagio da coronavirus in Italia. Ieri, secondo il bollettino diramato dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli, il numero di casi positivi al Covid-19 nel nostro Paese ha raggiunto quota 53.578, di cui 4.825 hanno perso la vita. Per queste ragioni, il nostro Governo ha stabilito nuove misure per fronteggiare l’emergenza che si uniscono a quelle già diramate nei giorni scorsi. Il premier Giuseppe Conte, attraverso una diretta sul proprio profilo Facebook nella serata di ieri, ha annunciato la chiusura di tutte le attività produttive ad esclusione di quelle ritenute essenziali.

Misure che lo stesso Presidente del Consiglio ha ritenuto “severe, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi“. “Rallentiamo il motore produttivo del paese – ha aggiunto Conte- ma non lo fermiamo. Non è una decisione facile, ma si rende necessaria oggi per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia“. Le nuove disposizioni entreranno in vigore da domani, lunedì 23 marzo, almeno fino al 3 Aprile.

Le attività che si fermano ritenute, dunque, essenziali, secondo i codici Ateco, appartengono ad 80 categorie. Tra queste vi sono quelle che distribuiscono generi alimentari, ovvero i supermercati ed i piccoli negozi alimentari, le farmacie e le para farmacie, le edicole, i tabacchi. A queste si aggiungono, come riporta la redazione de La Stampa, alcune piccole attività di supporto alla vita quotidiana come ferramenta, i venditori di prodotti informatici. Garantiti, inoltre, i trasporti, taxi compresi, la raccolta e smaltimento dei rifiuti. Le nuove disposizioni non toccheranno le attività di riparazione degli apparecchi, macchine e macchinari vari e la riparazione di auto e motocicli.

Non si ferma anche l’agricoltura e le fabbriche che producono alimentari, metalli, apparecchiature informatiche, gli imballaggi per cibi, bevande e medicinali ed ovviamente quelle che producono materiali sanitari e farmaceutici. Garantiti anche i servizi postali, le attività dei corrieri, i servizi finanziari e assicurativi, l’assistenza sanitaria, i servizi di assistenza sociale residenziale e l’assistenza sociale non residenziale.

Delle attività essenziali, riporta La Stampa, fanno parte anche quelle di produzione chimica, quella di coke e derivati dalla raffinazione del petrolio. Aperte anche quelle di produzione ed installazioni di macchinari, apparecchiature e attrezzature varie. Non verranno fermati anche i servizi di comunicazione e le attività editoriali.

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