Diminuisce l’inquinamento, ma gli ambientalisti hanno un grande timore

L’ambiente ha ricevuto giovamento a seguito del lockdown eppure gli attivisti sono attanagliati da un timore in merito al global warming che se si trasformasse in realtà avrebbe delle conseguenze nefaste.

Inquinamento riscaldamento globale
(Getty Images)

Sono note le dirette conseguenze del lockdown sull’ambiente. I dati, in tutto il pianeta, parlano di un drastico calo del CO2. Circostanza di certo positiva ma che sta iniziando ad alimentare forti timori negli attivisti. Ad avviso di questi ultimi, infatti, a breve l’Occidente riprenderà le proprie attività, i livelli di inquinamento si rialzeranno ed i Governi potrebbero far sparire dalle proprie agende la questioneriscaldamento globale”.

Leggi anche —> Con il lockdown scongiurate migliaia di morti a causa dell’inquinamento

Global warming e lockdown: il timore degli attivisti alimentato dai bassi costi del petrolio

Inquinamento
(Foto di David Mark-Pixabay)

Non è solo l’evidenza a mostrare un netto miglioramento della qualità dell’aria, a supporto anche numerose prove scientifiche. Una diretta conseguenza del lockdown che ha imposto uno stop alla circolazione dei veicoli nonché la chiusura di numerose attività produttive. Risultati sorprendenti anche per gli esperti che non si aspettavano un tale calo.

Nonostante il risultato, però, vi è grande animosità da parte degli attivisti consci del fatto che si tratta di una diminuzione temporanea. Cessata l’emergenza, infatti, i motori dell’occidente si riaccenderanno partendo più carichi di prima. A rappresentare tale critica circostanza, riporta La Repubblica, Fatih Birol. Il direttore esecutivo della Iea, ha affermato che il calo delle emissioni si sta verificando per il motivo sbagliato. Ossia un meccanismo di lockdown che sta mettendo in ginocchio le economie mondiali. Per avere dei risultati concreti bisognerebbe attuare politiche mirate. L’obbiettivo conquistato a causa del Covid-19 fa porre alla comunità scientifica numerosi dubbi in merito alla conservazione dei risultati ottenuti. Ed alimenta anche timori.

A loro avviso, ora la questione “global warming” potrebbe rischiare di sparire dalle agende di Governo. Il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno di svolta, l’anno in cui finalmente gli accordi di Parigi sarebbero passati alla fase attuativa. Ad alimentare le paure anche e soprattutto il drastico calo del petrolio che potrebbe far gola alle Nazioni.

Eppure non molti giorni fa, riporta La Repubblica, numerosi Paesi avrebbero richiesto investimenti pe ridurre le emissioni. Tra i primi figura la Germania di Angela Merkel, per la quale è giusto pensare alla ripresa economica ma senza perdere di vista il clima.

Leggi anche —> Lockdown e aumento del bracconaggio: spiegato il motivo della correlazione

Città inquinamento
(Getty Images)

Stando a quanto riferisce La Repubblica, Antonello Pasini, fisico dell’atmosfera presso il Consiglio nazionale delle ricerche, avrebbe dichiarato altresì che come sul coronavirus i Governi si sono fidati degli esperti, per quanto riguarda il riscaldamento globale devono fidarsi degli scienziati. L’esperto ha dunque ripreso le parole pronunciate dalla giovane Greta Thunberg in occasione della giornata mondiale della Terra.