Coronavirus, negli Usa individuato un nuovo ceppo più aggressivo: lo studio

Stando ad uno studio del Los Alamos National Laboratory, il coronavirus è mutato in Europa ed è diventato più aggressivo di quello iniziale.

Coronavirus
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Il coronavirus continua a diffondersi nel mondo: i casi confermati sono al momento più di 3 milioni e 600mila mentre i decessi sono circa 258mila. Gli scienziati di tutto il mondo stanno lavorando senza sosta per mettere a punto una cura efficace ed un vaccino per debellare il nuovo covid-19. La pandemia non accenna a placarsi e i sistemi sanitari di tantissimi paesi del pianeta sono in ginocchio. I primi casi positivi si sono registrati a Wuhan, epicentro del nuovo coronavirus, tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio: secondo alcune ricerche, tuttavia, pare che il virus abbia cominciato la sua corsa da ottobre/novembre. Gli scienziati del Los Alamos National Laboratory, dal canto loro, hanno individuato una mutazione del covid-19 in Europa: il virus nel nuovo continente sarebbe diventato più aggressivo e contagioso.

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Lo studio del Los Alamos National Laboratory

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I ricercatori del Los Alamos National Laboratory hanno scoperto una mutazione del coronavirus che è diventato più aggressivo in Europa: dal vecchio continente, infine, si sarebbe trasferito anche negli States. Gli scienziati hanno pubblicato lo studio su BioRxiv, un sito usato per condividere i lavori prima della revisione ufficiale. Secondo il lavoro del laboratorio del New Mexico, il virus è mutato a febbraio in Europa. Ad allarmare è un punto preciso della ricerca: per il Los Alamos National Laboratory, questo ceppo renderebbe vulnerabili le persone ad un secondo contagio. Le mutazioni complessive del coronavirus sarebbero state 14.

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Lo studio è stato definito interessante ma per alcuni scienziati le conclusioni sono troppo speculative.