Covid-19, la virologa Capua: “Più pericoloso il pranzo della domenica che andare al supermercato”

La virologa Ilaria Capua, ospite della trasmissione DiMartedì, ha parlato della situazione in Italia legata all’epidemia da Covid-19.

Ilaria Capua
La virologa Ilaria Capua durante la trasmissione DiMartedì (screenshot)

L’aumento dei casi di contagio fa temere una seconda ondata dell’epidemia da Covid-19. Ormai da circa un mese nel nostro Paese si è registrata un’impennata di soggetti risultati positivi al virus, circostanza che, secondo alcuni esperti, sarebbe legata al rientro dalle vacanze. In merito alla situazione in Italia si è espressa la virologa Ilaria Capua, intervenuta durante la trasmissione DiMartedì, in onda su La7. Secondo la responsabile dell’One Health Center of Excellence della University of Florida, sarebbe più pericoloso un pranzo in famiglia che recarsi al supermercato.

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Covid-19, la virologa Ilaria Capua: “Più pericoloso il pranzo della domenica che andare al supermercato

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La virologa Ilaria Capua (foto dal web)

È più pericoloso il pranzo della domenica con la famiglia allargata che andare al supermercato. Adesso è in atto una dinamica completamente diversa perché quando si va al supermercato si va protetti opportunamente, mentre il pranzo avviene tra diverse generazioni“. Queste le parole della virologa Ilaria Capua, ospite della puntata di ieri sera di DiMartedì, programma in onda su La7. L’esperta ha proseguito spiegando che il “pranzo della domenica” non è un’occasione che deve sparire, ma deve essere affrontato in maniera diversa da come lo si affrontava prima della pandemia. Secondo la Capua, difatti, con la riapertura delle scuole ci sarà da aspettarsi una “circolazione virale più vivace” ed i ragazzi potrebbe infettare i familiari, i quali potrebbero sviluppare l’infezione in forma più grave.

La responsabile dell’One Health Center of Excellence della University of Florida si è poi soffermata sul tema della riduzione della quarantena. “L’Oms – spiega la virologa- a giugno aveva affermato che una persona positiva dopo 10 giorni poteva considerarsi fuori dalla quarantena. Adesso noi stiamo seguendo quanto accade in Francia e, se i risultati dovessero essere incoraggianti, si potrebbe valutare di ridurre la quarantena non a 7, ma a 10 giorni“.

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Infine la virologa, parlando del vaccino, ha ammesso che è stata una fortuna la frenata su quello di Oxford perché vuol dire che vi sono dei controlli mirati ed efficaci. “Bisogna rispettare i tempi della scienza – chiosa l’esperta– perché a volte gli annunci possono provocare solo danni. Avere un vaccino in anticipo non garantisce di avere un vaccino efficace e sicura. Farmaco contro il Covid-19 prima del vaccino? Credo andranno di pari passo“.

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