Chiese messe a ferro e fuoco: cosa sta succedendo in Polonia

Ennesima giornata di scontri tra Katowice e Cracovia. Chiese messe a ferro e fuoco, gas lacrimogeni sulla folla: ecco cosa sta succedendo in Polonia.

Polonia legge contro aborto chiese distrutte
Guerriglia in Polonia (foto dal web)

Una nuova giornata di scontri si è consumata in Polonia. La protesta dei giovani attivisti polacchi va avanti dal 22 ottobre, giorno in cui la Corte costituzionale di Varsavia ha reso illegale l’aborto eugenetico. Ciò significa che in Polonia l’aborto non sarà più permesso, nemmeno in caso di malformazioni del nascituro o di gravidanze a rischio. Una decisione impietosa, sostengono gli attivisti, che ormai da quattro giorni occupano le strade e organizzano sit-in nelle principali piazze delle città polacche. Oggi a Katowice la tensione è sfociata in vero e proprio scontro.

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Polonia, quarto giorno di scontri nelle strade

Polonia legge contro l'aborto chiese distrutte
Protesta nelle chiese (foto dal web)

“Siamo in guerra” si legge nei cartelloni che sfilano per le strade della Polonia. Gli attivisti polacchi protestano senza sosta, mentre a Kateowice la polizia li carica, respingendoli con gas lacrimogeni e l’inatteso aiuto di 30 membri della Gioventù polacca. Il gruppo di ultra-destra si è unito alla repressione della polizia per difendere la legge che fa della Polonia uno dei paesi più repressivi del mondo in quanto a diritti umani. Nel frattempo il gruppo di manifestanti ha preso di mira anche la Curia di Cracovia, un tempo residenza di Karol Wojtyla.

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Polizia davanti alle chiese (foto dal web)

I manifestanti chiedono una revisione della legge e attaccano i vescovi per la sua posizione proibizionista, ma -come hanno fatto già notare a più riprese vari attivisti- forse non è alla Chiesa che ci si dovrebbe rivolgere. In un Paese che si autodefinisce laico e democratico le posizioni di un gruppo religioso dovrebbe restare esterno alle scelte politiche.

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