Plastic tax, finalmente l’approvazione dall’UE: in vigore dal 1° gennaio 2021

La Plastic Tax è stata finalmente approvata: dal 1 gennaio 2021 ogni imballo di plastica sarà assoggettato all’imposta: 0,80 centesimi al chilogrammo.

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(Getty Images)

Dall’Unione Europea giunge finalmente notizia dell’approvazione della tanto attesa plastic tax. Una nuova imposta il cui obbiettivo è quello di eliminare o quantomeno arginare l’inquinamento dovuto alla plastica di sono fatti la maggior parte dei packaging dei prodotti. Lo scorso lunedì con decisione n. 2020/2053/Ue infatti è stato stabilito che ogni involucro realizzato con plastica non riciclata costerà 0,80 centesimi al kg.

L’introduzione della Plastic Tax era stata voluta da numerosi Paesi il che ha portato al suo inserimento all’interno del Recovery Fund varato per far fronte all’emergenza Covid. Questa imposta rientra nell’alveo delle decisioni assunte per una ripartenza sostenibile.

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Plastic Tax, finalmente in vigore: cosa cambia dall’1 gennaio

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Dal primo gennaio essendo stata la tassa sulla plastica approvata daòl’Unione Europe, quella non ricilata sarà assoggettata ad un costo di 0,80 centesimi al chilo. Un’imposta che mira quindi a scoraggiarne l’utilizzo. La scorsa estate i Governi dell’Unione hanno trovato un’intesa

sul Recovery Fund all’interno del quale hanno inserito anche la tanto agognata tassa la quale ha finalmente visto la luce con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Ue.

Contribuirà in maniera determinante ad arginare il fenomeno dell’inquinamento da packaging in plastica. Inoltre con la direttiva è stato demandato ai Governi di poter adottare misure più stringenti. Ciò in base alle proprie esigenze e per raggiungere obbiettivi più ambiziosi. Tutto nel rispetto del principio di sussidiarietà che regola appunto il buon funzionamento dell’UE.

Per non rendere la tassa estremamente pregiudizievole è stato varato un meccanismo per cui i vari Stati Membri potranno richiedere un’imposta conteggiata in base al peso dei packaging in plastica non riciclabili pari come detto a 80 centesimi di euro al chilo.

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Alcune nazioni, però, potranno disporre di una riduzione calcolata a livello forfettario. Nello specifico si parla della Bulgaria con 22 milioni di euro, la Repubblica Ceca di 32 milioni, l’Estonia 4milioni. Ed ancora, la Grecia 33 milioni, la Spagna 142 milioni.

M.S.