Sicilia: dati sui tamponi manomessi per aggirare la zona rossa – VIDEO

L’assessore regionale alla Sanità in Sicilia è indagato per comunicazioni errate inviate all’Iss relative ai contagi da Covid 19

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Scoperta dai carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani la contraffazione di alcuni dati relativi ai tamponi eseguiti. Alcuni membri del Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana, così sono accusati di falso materiale ed ideologico.

A partire da un laboratorio di Alcamo, sul quale si è indagato fin dallo scorso anno, il blitz dei carabinieri ha messo in luce la falsificazione dei dati, in merito all’andamento epidemiologico, messa in atto allo scopo di aggirare lo spettro della fascia rossa. Un imbroglio che vedrebbe coinvolto anche l’assessore regionale alla Sanità della Sicilia, Ruggero Razza.

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Sicilia: indagato l’assessore regionale alla Sanità per falsificazione dati Covid 19

Blitz dei carabinieri di Palermo scopre imbroglio
(Getty Images)

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La manipolazione dei dati relativi al numero dei tamponi eseguiti e al numero dei positivi è stata confermata da una serie di intercettazioni messe in campo dalle forze dell’ordine. L’imbroglio, messo in atto allo scopo di allontanare l’ipotesi di un possibile passaggio della regione Sicilia in fascia rossa, ha coinvolto diversi appartenenti al Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie.

Arresti domiciliari dunque per la dirigente generale del Dasoe, l’Osservatorio Epidemiologico, Maria Letizia Di Liberti, un funzionario della Regione, Salvatore Cusimano, e il dipendente di una società informatica che elabora i dati dell’assessorato, Emilio Madonia.

I pm hanno allargato, inoltre, la cerchia delle loro indagine che ha condotto sino all’assessore regionale della Sanità, Ruggero Razza, accusato di falsità materiale ed ideologica. Risalirebbero allo scorso novembre, infatti, alcune intercettazioni che vedrebbero il suo coinvolgimento nell’imbroglio.

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Blitz dei carabinieri di Palermo scopre imbroglio
(Getty Images)

Grazie alla solerzia dei magistrati inquisenti che, partendo da un’indagine intorno ad un laboratorio di Alcamo, hanno avviato le intercettazioni è stato così possibile risalire ai responsabili della falsificazione.

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