Aperte le indagini sul giornalista scomparso in Mali – VIDEO

Nel video che circola da questo mercoledì (5 maggio) sui social networks, il cronista Olivier Dubois afferma di essere stato rapito.

 

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Da questo mercoledì (5 maggio) circola sui social network l’agghiacciante video di Olivier Dubois, il giornalista francese rapito in Mali. La notizia è stata confermata da un funzionario del ministero degli Affari esteri di Parigi ad Agence France Presse (AFP). Il sequestro del cronista del settimanale “Le Point Afrique“, “Libération” e “France 24” è stato rivendicato dal “Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani” (GSIM): la principale associazione jihadista in nord Mali, nello Stato interno dell’Africa occidentale, dove il professionista si trovava come corrispondente.

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Il messaggio di Olivier Dubois nel breve filmato

 

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Nel brevissimo filmato, della durata di 21 secondi, Olivier Dubois conferma la notizia: il rapimento risale allo scorso 8 aprile da parte del gruppo terroristico affiliato ad al-Qaeda nel Maghreb. Il giornalista 46enne parla davanti alla telecamera per una ventina di secondi, spiegando di essere stato rapito il mese scorso Gao, nel nord del Mali, dallla principale alleanza jihadista nel Sahel guidata dal maliano Iyad Ag Ghaly e affiliata ad al-Qaeda.

Nel video che circola da questo mercoledì (5 maggio) sui social networks, il cronista dei più noti notiziari francesi lancia il disperato appello al suo entourage. Nel file pubblicato sul web, il corrispondente indossa un costume tradizionale di colore chiaro. Seduto a terra su quella che sembra essere una tenda, Olivier Dubois si rivolge alla sua famiglia, agli amici e alle autorità francesi: “affinché facciano tutto il possibile per liberarmi.” L’origine del video è ancora sconosciuta. L’ufficio del procuratore nazionale antiterrorismo ha annunciato l’avvio di un’indagine preliminare per sequestro di persona collegato ad attività terroristica.

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Dal 2012 il Mali è bersaglio degli atti terroristici dei gruppi jihadisti. Il Paese può contare sulla presenza dell’esercito francese solo a partire dal 2013.

Fonte Le Monde