Fedez incredibile risultato: eletto paladino numero uno dei diritti umani

Fedez è il personaggio più votato come paladino dei diritti umani. A rivelarlo un sondaggio condotto nelle scuole superiori d’Italia.

 

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“Chi premieresti come paladino dei diritti umani 2020/21?” Questa la domanda a cui hanno risposto da tutta Italia 5000 studenti delle scuole superiori. Fedez è stato il personaggio più votato nel sondaggio, realizzato dal team del Festival dei Diritti Umani, raggiungendo 83 preferenze essendo così votato cinque volte in più di Papa Francesco. 

Inoltre è stato chiesto agli studenti di selezionare i diritti umani di cui credono sia necessario occuparsi con maggiore urgenza. Al primo posto si è classificato il diritto d’espressione poi seguito da quelli della salute, dell’istruzione, del lavoro e della non discriminazione. Il sondaggio ha raggiunto la sua sesta edizione coinvolgendo 57 scuole superiori sparse per l’Italia come ultima tappa del percorso, durato per tutto l’anno, “A Scuola di Diritti Umani”.

Gli studenti hanno così eretto Fedez come simbolo di lotta per i diritti umani. Negli ultimi tempi l’artista si è interessato a tematiche sociali sfruttando la sua notorietà per accendere i riflettori su cause importanti. Dal concerto del Primo maggio in cui ha tenuto, malgrado la mancata approvazione, un discorso sul tema del Ddl Zan, all’apertura di un reparto di terapia intensiva a Milano a inizio emergenza Covid.

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Fedez: continua il dibattito sul Ddl Zan

 

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La notizia della votazione di Fedez quale simbolo dei diritti umani arriva in questi giorni in cui vi sono stati tesioni e scontri per il rapper. Il musicista meneghino infatti ha avuto un dura polemica con il Vaticano a seguito della sua contestazione alla richiesta della Santa Sede di apporre modifiche al Ddl Zan in quanto violerebbe il Concordato tra Stato e Chiesa del 1984. Una vicenda che ha fatto reagire Fedez il quale ha espresso tramite i suoi canali social il suo punto di vista.

“Voi avete concordato qualcosa? Non avevamo concordato, amici del Vaticano, che ci davate le tasse arretrate sugli immobili e che l’Unione Europea ha stimato in cinque miliardini o forse di più? In realtà non si sa perché avete perso il conto degli immobili, ne avete troppi”, le parole del rapper. Parole che hanno acceso la polemica portando reazioni nel mondo clericale.

 

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Tra questi il monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Apsa, che ha replicando evidenziando come il rapper sia disinformato e come il Vaticano paghi le tasse.