G20, la proposta dell’UNESCO per salvaguardare gli ecosistemi

L’UNESCO nel corso del G20 di ha avanzato una proposta che mira a rafforzare la formazione in ambito di salvaguardia e conservazione degli ecosistemi.

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Un’iniziativa tutta italiana quella che i ministri dell’Ambiente di tutti gli stati membri del G20 riunitisi a Napoli hanno fermamente sostenuto. L’UNESCO ha chiesto di designare una rete di esperti ambientali, che si occuperanno dei suoi siti, al fine di attivare una rete di salvaguardia e conservazione degli ecosistemi protetti.

G20, la proposta dell’UNESCO per salvaguardare gli ecosistemi

Un’iniziativa ribattezzata con il nome di “UNESCO Earth Network“, quella sostenuta da tutti i Ministri dell’Ambiente presente al G20 di Napoli.

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Si tratta di un ambizioso progetto: quello di istituire una rete di esperti ambientali che siano in grado di tutelare e salvaguardare gli ecosistemi del Pianeta. Una sfida, riporta India Education Diary, che si pone quale obbiettivo quello di preservare il 30% di territori e mari sotto la sua ala.

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Ovviamente non dimenticato il restante 70%, sul quale l’UNESCO invita a sensibilizzare la popolazione ed attivare programmi educativi in grado di farne comprendere l’importanza.

Solo con un’azione condivisa si potrà scongiurare il peggio e far in modo che la Terra non venga devastata dal cambiamento climatico e dal surriscaldamento globale. Un fenomeno che in molti definiscono irreversibile, ma che di certo non deve e non può essere accelerato. Formare la popolazione alle sfide ambientali, in modo che ognuno diventi il custode del Pianeta è quindi obbiettivo primario.

Quest’anno ricorre il 50esimo anniversario della Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera, un progetto che ha individuato dei modelli in cui la vita dell’uomo si concilia con quegli spazi di Natura preservati dal suo operato. Queste riserve rappresentano solo il 5% della superficie terreste, ma lo scopo è entro il 2030 di far salire il dato al 30%.

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In Sudafrica, ad esempio, esiste la Gouritz Cluster Biosphere Reserve e rappresenta l’unico esempio al mondo in cui vi sono 3 tipi di biodiversità che si incontrano: il Fynbos vegetazione arbustiva, la Succulent Karoo un’ecoregione semidesertica e la zona vegetativa del Maputoland-Tongoland-Albany. Lo scopo è quello di ripristinare la Spekboom, una pianta succulenta in grado di smaltire la CO2, ma che negli ultimi anni è stata decimata da politiche errata e dall’alta densità abitativa.

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Per l’UNESCO con la rete di biologi ed esperti che si vuole andare a creare si preserveranno ecosistemi come questi e si insegnerà alla popolazione come salvaguardarli.