Zan, dopo lo stop al Senato del ddl: “Italia Viva flirta con la Lega”

Il deputato del Pd, Alessandro Zan, commenta lo stop in Senato del ddl contro l’omotransfobia puntando contro il partito di Matteo Renzi Italia Viva.

Alessandro Zan
Il deputato Alessandro Zan ospite a Rai News24 (screenshot Rai News24 )

Nella giornata di ieri, al Senato è stata approvata la cosiddetta ”tagliola” sul disegno di legge Zan attraverso il voto segreto. L’esame degli articoli del ddl, dunque, si ferma, circostanza che ha fatto esultare in aula il centrodestra. A commentare quanto accaduto in Senato, Alessandro Zan, promotore del ddl che porta proprio il suo nome. Secondo il senatore all’esito del voto avrebbe contribuito anche il partito di Matteo Renzi che adesso sembrerebbe “flirtare” con la Lega di Salvini, nonostante in principio si erano detti favorevoli al disegno di legge senza alcuna modifica.

Alessandro Zan, dopo lo stop del ddl in Senato: “Italia Viva flirta con Lega e centrodestra”

Sono sempre stato abituato a guardare avanti il giorno dopo una sconfitta, ma una del genere non me l’aspettavo proprio”. Con queste parole, in un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, Alessandro Zan ha commentato quanto accaduto ieri al Senato.

Matteo Renzi
Matteo Renzi (Getty Images)

In Aula, con voto segreto, è stata approvata la tagliola sul disegno di legge Zan che avrebbe previsto l’inasprimento delle pene contro i crimini e le discriminazioni ai danni di omosessuali, transessuali, donne e disabili. L’esame del testo è stato fermato con 154 senatori favorevoli, 131 i contrari e 2 astenuti. All’esito del voto ha potuto, dunque, esultare il centrodestra che avrebbe votato compatto a favore, ma con il contributo di alcuni franchi tiratori.

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Il deputato Zan ha puntato il dito contro Matteo Renzi affermando che Italia Viva si è messa a “flirtare” con il centrodestra e la Lega di Salvini. “Dopo l’insediamento del governo Draghi – aggiunge Zan ai microfoni de Il Corriere della Serail partito di Renzi si è messo in testa di voler essere l’ago della bilancia del Senato. Ma, forse, non si sono resi conto di cosa stavano facendo”. Agendo cosi, prosegue il deputato, Italia Viva si è avvicinata ad un partito amico di Duda e Orbán. “Orbán, capito? Quello che ha votato le leggi omotransfobiche, che ha tappato la bocca ai giornalisti e chiuso le università”.

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Questo “avvicinamento” secondo Zan è evidente, a suo avviso, basterebbe sentire le parole di Davide Faraone, il presidente di Italia Viva al Senato, per capirlo. Quest’ultimo avrebbe parlato prima del voto dell’arroganza del Pd, del Movimento 5 Stelle e di Leu: “Chiudendo gli occhi –spiega Zan- sembrava che a parlare fosse Massimiliano Romeo, il capogruppo leghista”.

Il deputato, deluso per quanto avvenuto, ha affermato che a seguito del voto due anni di duro lavoro sul disegno di legge sono stati gettati nel cestino.

Senato
(Getty Images)

L’Italia –chiosa l’intervista al Corriere della Serarimane uno dei pochissimi paesi europei a non avere una legge sui diritti civili che inseguiamo da quasi 30 anni. Ma voglio essere ottimista. Questi due ultimi due anni hanno rafforzato una coscienza sull’importanza dei diritti e di quanto facciano bene alla società. L’Italia è molto più avanti della propria classe politica”.