Tensione migranti al confine Polonia-Bielorussia: l’UE accusa Lukashenko

La situazione è fuori controllo, la Commissione Europea punta il dito contro il leader autoritario della Bielorussia: le accuse dell’UE.

Resta alta la tensione al confine tra Polonia e Bielorussia, dove negli ultimi giorni sono stati contati almeno 4000 migranti ammassati all’altezza della frontiera, vicino a Kuźnica. La situazione è ormai fuori controllo. La Commissione Europea non ci sta e irrompe nel duraturo braccio di ferro tra i due stati, puntando il dito contro il leader bielorusso Alexander Grigoryevich Lukashenko, accusato di adescare migranti promettendo un facile accesso all’Unione; atteggiamento deplorato appieno e bollato dall’UE come un “approccio disumano in stile gangster.

NON PERDERTI ANCHE >>> Esce a fare jogging e non torna più: scomparsa giovane 17enne

Crisi migratoria al confine: il provvedimento dell’UE

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da FRANCE 24 English (@france24_en)

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE >>> Uomo armato di coltello minaccia i passanti: freddato dalla polizia

Le accuse dell’UE trovano voce nelle ultime dichiarazioni del portavoce del Servizio Europeo per l’Azione Estera Peter Stano, il quale ha riportato ai media un quadro tanto preciso quanto preoccupante: “All’arrivo [i migranti] vengono spinti al confine e costretti a entrare illegalmente nell’Unione Europea.” Da una parte il presidente bielorusso Alexander Grigoryevich Lukashenko ha prontamente negato le accuse; dall’altra parte Polonia, Lituania e Lettonia, membri dell’UE e della NATO, testimoniano il significativo aumento registrato negli ultimi mesi. Folle indistinte di persone che tentano in ogni modo di accedere ai diversi paesi dal confine della Bielorussia: tra queste si contano molti giovani uomini, ma anche donne e bambini, in gran parte provenienti dal Medio Oriente e dall’Asia.

Il portavoce di Varsavia Stanislaw Zaryn conferma le accuse dell’UE, precisando “che le autorità della Bielorussia stanno aiutando i migranti a distruggere le barriere al confine. Li vediamo portare loro gli strumenti per tagliare i cavi, per distruggere la recinzione.” Oltre confine, l’esecutivo di Minsk parla invece di spari provenienti dalla parte polacca, informazione ancora da verificare. Di certo è che la guerra ibrida di migranti tra Polonia e Bielorussia è a un punto di non ritorno. Mentre resta alto il rischio di una escalation, la Commissione Europea ha invitato i 27 stati membri a revisionare le sanzioni per penalizzare il regime di Lukashenko.

Tuttavia, se la Commissione invita severi provvedimenti sul governo di Minsk che Bruxelles ritiene essere responsabile di un “attacco ibrido”, il portavoce del SEAE Peter Stano non esclude un potenziale ruolo di Mosca, alleato di Minsk, nella vicenda; accuse condivise anche dal premier polacco Mateusz Morawiecki, che guarda al presidente della Federazione Vladimir Putin quale principale mente a capo della crisi umanitaria al confine tra Bielorussia e Polonia.

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki: “Dietro la crisi dei migranti dalla Bielorussia c’è la mente del presidente russo Vladimir Putin.

Fonte BBC