Russia-Ucraina: il Cremlino apre ai colloqui, ma il “dove” indispettisce Zelensky

La Russia vorrebbe aprire i colloqui con l’Ucraina, ma per farlo avrebbe scelto la Bielorussia: Volodymyr Zelensky disapprova.

Sirene e poi esplosioni. Da giorni, ormai, sono questi i rumori che gli ucraini ascoltano senza soluzione di continuità. Da Kiev a Rivne, per poi passare alle città di Lutsk e Kharkiv, non esiste luogo sicuro.

Guerra Russia Ucraina colloqui Bielorussia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (Ansa)

La Russia continua la sua avanzata ed i risvolti sono sempre più drammatici. Ma il Cremlino avrebbe invitato l’Ucraina ad aprire le trattative in un Paese terzo, precisamente a Gomel in Bielorussia.

Russia-Ucraina, il Cremlino apre al dialogo: scelta la Bielorussia per trattare

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(Ansa)

Una delegazione di rappresentanti del ministero degli Esteri, della Difesa e di altre agenzie, compresa l’amministrazione presidenziale, è in Bielorussia per avviare colloqui con gli ucraini” queste le parole – riporta la redazione di Leggo– del portavoce russo Dmitry Peskov. Una dichiarazione giunta dopo l’ennesima scarica di bombardamenti su Kiev e la presa della citta di Kharkiv.

Il Cremlino vorrebbe iniziare a colloquiare con l’Ucraina e per farlo avrebbe scelto la città di Gomel in Bielorussia. Una decisione mal tollerata da Volodymyr Zelensky, il quale si sarebbe detto contrario allo svolgimento dei trattati proprio nel Paese che ha consentito alla Russia il suo ingresso in Ucraina e che ha agevolato, quindi, l’aggressione.

Zelensky ha sottolineato come la scorsa notte, quella a cavallo tra sabato 26 e domenica 27 febbraio, sia stata “brutale”. Ormai la Russia sta attaccando anche obbiettivi civili e zone dove di infrastrutture militari non vi è neppure l’ombra. Per aprire le trattative, dunque, bisognerà scegliere un’altra città, qualsiasi altra, purché dal luogo in cui si parli di pace non siano partiti missili contro Kiev.

Purtroppo il frangente è sempre più drammatico. La Russia ha colpito uno stabilimento petrolifero, quello di Vasylkiv poco distante da Kiev. L’esplosione ha causato un potente incendio dal quale si stanno propagando diversi fumi tossici tanto che le autorità ucraine hanno invitato i cittadini a chiudersi in casa. Non solo, il timore è anche quello che ne possa derivare un disastro ambientale di proporzioni epiche.

L’Ucraina ed il suo esercito continuano nella loro opera di resistenza. Numericamente inferiori ai contingenti russi, non desistono. Ma il costo in termini di vite umane continua a salire.

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