Loredana Bertè, la confessione sull’uomo che ha rovinato la sua vita: “era al funerale di Mimì”

Grazie a una confessione del tutto inaspettata, da parte di Loredana Bertè, si ripercorrere uno dei più dolorosi avvenimento del suo passato. 

Poliedrica artista canora di origini calabresi, giudice e coach sul piccolo schermo per diversi talent, come “Amici – di Maria De Filippi” o “The Voice Serion”, Loredana Bertè ha quest’oggi travolto i suoi fan con una confessione disarmante riguardo il suo passato. Si tratta di una parentesi struggente e particolarmente legata al suo rapporto con la sorella, la grande Mia Martini.

Loredana Bertè uomo rovinato vita
Loredana Bertè (Instagram @loredanaberteofficial)

La cantautrice, classe 1950, contraddistintasi negli ultimi anni grazie alla sua accensa chioma azzurra, ma sempre accompagnata da un perfetto binomio tra istinto e umanità, ha fortemente desiderato rivolgere uno sguardo di piena consapevolezza sul suo passato. Finendo, in queste ore, col raccontare pubblicamente una dolorosa verità che non ha potuto fare a meno, visto innanzitutto la sua portata drammatica e immensamente toccante, di attirare l’attenzione dei suoi ascoltatori.

Loredana Bertè, la confessione sull’uomo che ha rovinato la sua vita: “era al funerale di Mimì”

Loredana Bertè uomo rovinato vita
Loredana Bertè (Instagram @loredanaberteofficial)

Ospita nel salottino di “Verissimo“, presieduto dall’amata conduttrice Silvia Toffanin, l’artista ha raccontato di un’infanzia macchiato di sangue, esponendosi a spada tratta per la difesa delle donne. “L’ho visto massacrare mia madre di botte a sangue all’ottavo mese di gravidanza“, spiega Loredana tornando all’epoca dei suoi cinque anni in diretta televisiva. “Ricordo le mattonelle del bagno sporche. Metteva Beethoven quando doveva picchiare qualcuno“.

Una parentesi che diventa in pochi istanti paragrafo, che si fa storia. Un racconto che tocca da vicino tuttora la realtà di moltissime persone. “Noi ci inventavamo diversivi per farlo ragionare“, spiega la cantautrice, “ma non ragionava“. L’artista entra, pian piano, nei minimi dettagli di una situazione familiare complessa e distruttiva. E di cui è stata prima testimone. Alla nascita della “quarta femmina“, spiega Lorendana alla Toffanin, quell’uomo “è andato via“. La parola padre uscirà nel discorso con estrema difficoltà soltanto più tardi. Il motivo? “Perché odiava le donne“.

Dopo l’iniziale parallelismo, per certi versi, con un agghiacciante cult cinematografico del 1971 diretto da Stanley Kubrick, la cantautrice, non senza fatica, continua il suo racconto. Loredana ha spiegato di come da quel momento in poi abbia aizzato un muro nei confronti dei suoi genitori. Non li ha più incontrati, fino al funerale della sorella, Mimì, quarant’anni dopo. “Mi ha distrutta“, ricorda così quei momenti l’artista.

Mio padre mi ha preso a calci e pugni all’obitorio“. Loredana racconta di come l’uomo, come un violento sconosciuto, l’abbia spinta all’interno della bara di Mimì. “Poi è arrivato un medico che forse era suo amico, visto che non si è occupato di me“, spiega ancora la Bertè alludendo a una pericolosa solidarietà maschile ancora in voga. “Mi aveva strappato i capelli, sono dovuta andare a Roma e fare punture per far ricrescere dei buchi“.

La volontà dell’artista è stata quella di far luce, una volta per tutte, su una violenza mai semplice da raccontare. Proprio perché avvenuta tra le mura domestiche. Dove ci si dovrebbe sentire al sicuro. Eppure, Loredana desidera mettere in guardia il pubblico attraverso il suo appello conclusivo. “Sono le più frequenti” e “di cui nessuno parla“. “Mia madre mi portava al mare per dimenticare, ma non ho dimenticato“.

INTERVISTA A LE KARMA B

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