Test del DNA conferma: sulla Salaria è morto Massimiliano Bochicchio

Circolava sulla via Salaria, a Roma, il broker Massimo Bochicchio, prima di morire in quello che sembrerebbe essere stato un tragico incidente stradale. Era agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio, ma da quanto è stato resto noto aveva ottenuto un permesso di uscita per quel giorno. Tra gli sportivi che aveva truffato in passato anche Antonio Conte e Stephan El Shaarawy, il noto attaccante della Roma.
I risultati del test del dna sul corpo carbonizzato dopo l’ incidente in via Salaria sarebbero compatibili con il noto broker dei vip, Massimiliano Bochicchio. L’uomo morto il 19 giugno scorso verso le ore 12, proprio in prossimità del piccolo aeroporto dell’ Urbe a Roma, era stato accusato di truffa ai danni di molti famosi del mondo dello sport.
Bochicchio: il dna è il suo
Massimo Bochicchio fioto di Ansa
Il giorno successivo al decesso si sarebbe tenuta la sentenza di processo per cui era accusato per i reati di attività finanziaria abusiva e riciclaggio internazionale, e per i quali era scattato anche l’ordine di sequestro dei suoi beni, per un valore complessivo di 70 milioni di euro.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti avrebbe perso il controllo della sua moto, andando a sbattere contro un muro, da questo forte urto il mezzo di trasporto avrebbe preso fuoco e il broker, ormai morto a causa dell’impatto, sarebbe rimasto avvolto dalle fiamme. Gli inquirenti, però, starebbero seguendo più di una pista, a questo punto: dal malore del conducente, ad un guasto della moto, fino, addirittura, ad un attentato.

 

Broker morto a Roma
Foto di SplitShire da Pixabay

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE>>>>>Travolto da un trattore mentre lavora nel vigneto di famiglia: morto 26enne

Dopo il ritrovamento del corpo completamente carbonizzato, anche il fratello durante il riconoscimento aveva avuto problemi e dubbi nell’identificarlo; l’unico appiglio sembrerebbe essere stato il braccialetto dell’autorità giudiziaria, che era costretto ad indossare, essendo la vittima ai domiciliari. Oltre al dna i pm vogliono effettuare ulteriori esami, come l’autopsia, ad esempio, sui resti di Bochicchio, per fugare ogni possibile dubbio in merito a una istigazione al suicidio, altra plausibile ipotesi.