Giulio Tarro spiega la logica dell’immunità di gregge

Il virologo Giulio Tarro, candidato al Nobel per la medicina, spiega la logica dell’immunità di gregge in un’intervista per il Giornale.it

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Coronavirus Italia  (Getty Images)

Giulio Tarro, premiato in America come miglior virologo dell’anno nel 2018, candidato al Premio Nobel della Medicina per ben due volte, forse uno dei virologi più importanti al mondo, spiega in un’intervista rilasciata al giornale.it qual è la spiegazione logica riguardo all’immunità di gregge. “E’ quella che normalmente si cerca di ottenere con una vaccinazione verso un determinato agente che può essere un virus o un batterio. Attraverso questa si riesce ad ottenere il 95% della risposta immunologica delle varie persone, per questo si parla di “gregge”. Spiega il professore. Commenta poi la frase di Boris Johnson così: “Sono certo che alle spalle potrebbe esserci l’Università di Cambridge o quella di Londra, o gente molto valida sul campo che pensa viste le caratteristiche del Coronavirus, che proteggendo le persone che potrebbero risentirne di più come gli anziani o quelli affetti da altre malattie – continua – di far circolare liberamente il virus, non usando quindi le misure che stiamo attuando noi come il rigore e l’isolamento, per cercare di debellare quella che tutto sommato è una malattia che al 96% si risolve senza mortalità. Quindi in base a questo noi avremmo un’immunità di tutta la popolazione“.

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Giulio Tarro, il parere dell’esperto

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Medici (Getty Images)

Il virologo afferma inoltre che il criterio di età è molto relativo. Il virus contagia tutti ma la malattia varia a seconda delle condizioni fisiche e di altri fattori: il fumo e l’inquinamento. Spiega poi l’avanzamento del virus: “Sia il virus cinese, italiano, che quello che si è modificato, ha fatto ormai il suo passaggi dall’animale all’uomo, e quindi c’è questa diffusione interumana che è quella che assistiamo in qualsiasi altro virus di un’altra famiglia come quello influenzale, dall’aviaria alla suina, che ha circolato in questo secolo, o nel secolo scorso come la Spagnola o L’Asiatica. E’ un fatto stagionale perché poi la gente produce gli anticorpi che servono a chi si ammala di questa influenza“.

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Coronavirus e le donne (getty images)