Covid-19 l’Iss sfata tutti i falsi miti in circolazione sul virus

Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, Iss, hanno risolto alcuni dei dubbi più frequenti nella popolazione circa le modalità di trasmissione del Covid-19, sfatando anche qualche falso mito.

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L’Italia sta fronteggiando una delle più drammatiche emergenze sanitarie della sua storia. Dopo l’epidemia di Spagnola negli anni ’20, ora quella da Covid-19. Il compito, adesso, è però paradossalmente reso più arduo a causa dei social network. In che senso? Il potente mezzo, ormai divenuto d’informazione, se da un lato rende più agevoli i contatti tra le Istituzioni e la popolazione, dall’altro è foriero di false informazioni. Leggende metropolitane, fake news e bufale di ogni sorta alimentano le psicosi dei cittadini che spesso si convincono di falsità.

Per tale ragione, al fine di sfatare alcuni miti, sono intervenuti gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità. Questi ultimi hanno risolto alcuni dei principali dubbi sorti nella popolazione circa le modalità di trasmissione del Covid-19.

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Covid-19, l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) chiarisce alcuni dubbi dei cittadini

L’Istituto di Sanità, oltre a dover fronteggiare l’emergenza sanitaria si trova a dover far fronte a quella che è divenuta una vera piaga sociale: la disinformazione. Ed infatti a causa delle fake news e delle bufale del web alcuni cittadini si sono convinti delle assurdità più disparate. Per rasserenare gli animi e chiarire determinate circostanze gli esperti sono scesi in campo, spiegando definitivamente in ordine al Covid-19 cosa sia vero e cosa no. Tramite una nota riportata sul sito ufficiale dell’Iss (che invitiamo sempre a controllare poiché unica fonte di informazione ufficiale sul Covid-19) ha riportato i dubbi più frequenti fornendo risposte puntuali.

  • Pane e verdure crude possono essere vettori del virus?

Nella nota dell’Iss del 23 marzo si legge che allo stato attuale non sono pervenute evidenze scientifiche che comprovino la sopravvivenza del virus sugli alimenti. Si ritiene poco probabile che il Covid-19 possa trasmettersi attraverso i cibi, considerato che l’unica modalità oggi nota è attraverso i droplets ossia le secrezioni respiratorie. Ovviamente restano ferme le prescrizioni note: lavarsi le mani prima di toccare gli alimenti.

  • La suola delle scarpe può trasportare il Covid-19 in casa?

Il dubbio è sorto a seguito di una fake news che circolava su Whatsapp. Tramite un audio, un soggetto rimasto anonimo, invitava i suoi contatti a lasciare le scarpe fuori di casa una volta rientrati. Il motivo risiedeva nella circostanza per la quale il Covid-19 sopravvivesse sull’asfalto, pertanto la suola delle scarpe diveniva un congeniale vettore di trasmissione.

L’Iss è intervenuto anche in questo caso sfatando il falso mito. In primo luogo gli esperti hanno ribadito che al momento non esistono studi in merito. Ma quand’anche vero fosse che il virus sopravvivrebbe sull’asfalto: per poter la suola delle scarpe veicolare il Covid-19 dovrebbe verificarsi la circostanza per cui qualcuno infetto abbia espulso secrezioni in terra. Che siano state poi calpestate e portate in casa e che qualcuno all’interno dell’abitazione metta le mani in terra e le porti alla bocca. Un qualcosa di assolutamente anomalo. Ovviamente se si hanno bambini in casa è consigliabile pulire le scarpe prima dell’ingresso in casa con candeggina ad esempio. Ciò in via meramente precauzionale.

  • Vanno pulite le zampe al cane quando si rientra in casa?

Vale quanto sopra per le scarpe. Bisognerà solo osservare, spiega l’Iss le normali norme igieniche. Ad esempio lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5%. Per le zampe del cane, come per le mani dell’uomo, si possono utilizzare acqua e sapone asciugandole bene. Per essere scrupolosi si potrebbe evitare di far salire l’animale d’affezione su superfici delicate come letti e divani.

  • Il Covid-19 sopravvive sugli indumenti e sui capelli?

È una circostanza poco plausibile, spiega l’Iss. Se si rispetta la distanza di almeno un metro con i propri interlocutori è inverosimile che i vestiti restino contaminati. Tuttavia, sempre in via precauzionale è preferibile, una volta fatto rientro in casa non poggiare giubbotti o soprabiti su letto o divani.

Per avere sempre una corretta informazione sul virus è necessario consultare il sito dell’Istituto superiore di sanità.

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