La storia del Coronavirus: ecco da quando esiste tra noi

Uno studio di esperti stima una tempistica precisa sul Coronavirus: le ipotesi che hanno evoluto il nemico a Pandemia

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Coronavirus (Getty Images)

Sebbene ci siano ancora perplessità sulla natura comportamentale del Coronavirus, la popolazione mondiale sa ben delinearne i sintomi dell’infezione. Una scoperta poco difficoltosa ma che resta scettica agli occhi persino degli esperti. Se i pazienti avvertono i segnali di quelli che fino ad un anno fa conducevano ad un’ipotesi di una normale influenza, ora il campo delle perplessità si è allargato. La probabilità di aver contratto la malattia ha superato il pensiero di un semplice innalzamento della temperatura dovuta per lo più a fitti cambiamenti climatici. Secondo una visione di uno studio pubblicato su “Nature” il virus starebbe circolando già da diversi anni nell’uomo. Il motivo per il quale il team di esperti è arrivato a questa conclusione, sta nell’ipotesi di un’alterazione genetica di un antenato della Sars-Cov-2. Il virus si sarebbe adattato a nuove caratteristiche genetiche.

La manovra di riconduzione all’esterno di un laboratorio di ricerca sulle malattie pericolose è da scartare. Le caratteristiche genomiche del Coronavirus disegnano un legame ad alta affinità della proteina spike di SARS-CoV-2 con il recettore ACE2 umano. Ipotesi più che plausibile, secondo gli studiosi, per poter escludere una manipolazione artificiale.

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Coronavirus, le ipotesi della trasmissione umana: affinità con alcuni animali

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Coronavirus (Getty Images)

Gli studiosi del Coronavirus avanzano le ipotesi di una possibile trasmissione nell’uomo. Essi hanno rilevato due condizioni attorno alle quali ci sarebbe la spiegazione giusta sull’affermazione del nemico. La prima supposizione è riconducibile ad una serie di specie animali, considerati le vittime prescelte dal parassita. Si tratta di pangolini e pipistrelli che sarebbero stati selezionati dal virus come pretesto per la diffusione. Ma qui ci scappa il dubbio: si pensa che il genoma di Sars-Cov-2 sia solo simile da quello contratto dall’uomo.

La seconda supposizione sta in un’ulteriore evoluzione da parte del geonoma, una volta digerita la fase di trasmissione animale-uomo. E’ proprio in quest’ultimo che il virus avrebbe progredito come nel più noto Covid-19, subendo un adattamento all’ospite ancor più favorevole.

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Questa nuova condizione di “benessere” del virus, lo avrebbe accompagnato in direzione di una trasformazione in una vera e propria Pandemia.