Fase 2, il virologo Burioni: “Pronti per la Fase 2? Non sono certo”

Il virologo Roberto Burioni, ospite a Che tempo che fa, ha parlato della Fase 2 dell’emergenza coronavirus in Italia che è scattata oggi, lunedì 4 maggio.

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Roberto Burioni durante la trasmissione Che tempo che fa (screenshot)

È iniziata la Fase 2 dell’emergenza, definita di “convivenza con il virus“. Dopo quasi due mesi di lockdown, l’Italia riparte gradualmente verso un ritorno alla normalità dopo un’emergenza senza precedenti. Il timore più grande adesso è quello di una seconda ondata di contagi che potrebbe rifar piombare il Paese nel baratro, circostanza per gli esperti assolutamente da evitare. In merito ha parlato il noto virologo Roberto Burioni, ospite ieri sera della trasmissione Che tempo che fa in onda su Rai 3.

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Fase 2, il virologo Burioni a Che tempo che fa: “Non dobbiamo farci prendere in contropiede, il sacrificio fatto non può andare sprecato”.

Coronavirus
ospedale (Getty Images)

Siamo pronti per la Fase 2? La domanda è se domani alle 15 un dipendente di un’azienda ha 38 di febbre, siamo pronti a fargli un tampone? A tracciare tutti i suoi contatti? A isolarli per davvero, non in casa? Siamo pronti a dotare di protezioni tutti i sanitari che lo vedranno? Io non sono certo“. Inizia così l’intervento di Roberto Burioni durante la trasmissione Che tempo che fa in onda ieri sera, domenica 3 maggio, su Rai 3.

Il virologo concentrandosi sulla nuova fase dell’emergenza, scattata oggi, ha spiegato che nessuno vuole sprecare quanto fatto in questi mesi e rivedere quanto visto a marzo, dunque Burioni si augura che eventuali mancanze possano essere coperte con maggiore attenzione. Per ripartire, secondo l’esperto, è fondamentale la capacità di individuare i nuovi casi, asintomatici compresi, e di andare successivamente ad isolare tutti i contatti così da evitare una ricaduta. “Non dobbiamo farci prendere in contropiede, il sacrificio fatto non può andare sprecato“.

Durante la nuova fase in molte regioni è stato previsto l’obbligo di indossare la mascherina per scongiurare il contagio: “È giusto – afferma Burioni- che i telespettatori capiscano che sul virus ogni giorno impariamo qualcosa. Abbiamo imparato che un grandissimo numero di persone asintomatiche possono trasmettere il virus. Una volta dicevamo ‘mascherine solo per i malati’: tutti possiamo essere malati, ognuno di noi deve  portare la mascherina oltre ad osservare le misure relative ad igiene e distanziamento sociale“.

Interrogato dal conduttore Fabio Fazio in merito alla carica virale dei bambini, il virologo spiega che quest’ultimi dall’inizio dell’epidemia non si ammalano. Secondo alcuni studi, afferma Burioni, la carica virale ed il tasso di attacco degli adulti sono sostanzialmente uguali a quelli dei bimbi che diventano un serbatoio efficace per il Covid-19. Per tali ragioni, Burioni afferma che è stata una scelta molto saggia quella di chiudere le scuole.

La plasmaterapia: pro e contro secondo Burioni

Parlando della plasmaterapia, il trattamento con il plasma tratto dal sangue di pazienti guariti che stanno utilizzando alcuni ospedali italiani contro il virus, l’esperto ha affermato che si tratta di un qualcosa di interessante, pur avendo dei limiti. Il primo tra questi è sicuramente il costo, ma per Burioni potrebbe essere un buon metodo da usare prima di trovare la cura o un vaccino contro il Covid-19.

Infine, Burioni parla anche dei due possibili scenari che potranno presentarsi dopo la Fase 2 sperando che possa verificarsi quello più positivo, ossia che l’infezione non riparta e semmai dovesse farlo, si ripresenti in maniera localizzata. In questo modo eventuali nuovi focolai potranno essere rapidamente identificati e si potrà agire in fretta. Il secondo scenario per il virologo è quello secondo il quale il virus continui a circolare e riparta facendoci compiere un passo indietro nel tempo. “Se abbassiamo la guardia -conclude Burioni-  il virus riparte, è importante ancora il sacrificio, ma servono mezzi e organizzazione“.

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Come anche affermato dal virologo a Che tempo che fa, la paura degli esperti, ma non solo, è quella, dunque, di ripiombare nel baratro con una nuova crescita della curva del contagio che ci riporta indietro nel tempo. A questo si aggiunge anche il timore, di cui si è parlato nei giorni scorsi, di una seconda ondata dell’epidemia che potrebbe essere più violenta rispetto alla prima.

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