Paola Minaccioni a cuore aperto, da Özpetek fino alla regia

 Paola Minaccioni si racconta a YesLife e ripercorre con noi alcuni dei momenti più belli della sua carriera confidandoci anche come ha trascorso i giorni di quarantena

Paola Minaccioni
Paola Minaccioni

È una delle attrici più apprezzate del cinema italiano, ma spazia dalla comicità, al cabaret fino alla conduzione radiofonica. Lei è Paola Minaccioni, figlia di Roberto, il celebre massaggiatore della Roma.

Diverse e famose le sue collaborazioni tra cinema, teatro e tv ma senza dubbio uno dei legami artistici più forti e longevi è quello con il regista Ferzan Özpetek con il quale ha lavorato al cinema per ben quattro volte e anche al teatro. Nel 2014 viene anche premiata proprio per la sua partecipazione al film del regista italo-turco Allacciate le cinture con il Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista, ricevendo anche la nomination al David di Donatello nella stessa categoria.

Solare, irrefrenabile e piena di voglia di vivere Paola, in questi giorni di quarantena, si è raccontata e ha ripercorso insieme a noi di YesLife alcuni momenti della sua lunga carriera parlandoci anche della sua esperienza da regista.

Un momento non facile per lo spettacolo per il quale Paola è molto preoccupata, anche se cerca di non pensarci e mantenere la calma. Un momento di riflessione interiore quello del suo “restiamo a casa”. L’attrice romana che ci ha confidato tutti i suoi desideri più intimi, e semplici, che spera di realizzare appena l’emergenza sanitaria sarà finita.

Paola, è stata in scena fino a poco prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria. Ancora una volta con la regia di Ferzan Ozpetek nella versione teatrale di “Mine vaganti”. Come è stato ritornarvi dopo 10 anni e in un ruolo diverso?

Ritornare nella storia di “Mine Vaganti” con un ruolo diverso è stata è stata un’esperienza meravigliosa, ho affrontato il personaggio sempre con la gioia di essere diretta da Ferzan Ozpetek però con un diverso linguaggio, un linguaggio teatrale. Tra l’altro trovando anche un contesto culturale diverso l’impatto che ha il teatro sul pubblico è diverso da quello cinematografico e anche l’Italia è cambiata perché sicuramente abbiamo fatto grandi passi per l’accettazione della diversità, e in questo caso si parla di omosessualità, però per altri versi è aumentato moltissimo la cultura della paura e dell’aggressività. È stata un’esperienza unica e devo dire più che essere nella stessa storia di Mine vaganti la sensazione è quella di essere nella storia di Ferzan Ozpetek con il suo tocco e la sua magia.

Quattro i film fino ad ora fatti con Ozpetek. Quale il legame artistico che vi lega? Si sente un po’ una sua musa?

  1. Assolutamente non mi sento una musa davvero di Ferzan Ozpetek però sono molto felice che il nostro rapporto si sia sviluppato e approfondito intimamente e profondamente e artisticamente quindi da questo punto di vista mi sento molto fortunata.
Paola Minaccioni
Paola Minaccioni

Oltre il cinema anche il teatro. Nel suo spettacolo “Dal vivo sono molto meglio” ripropone i suoi personaggi comici più famosi. Com’è portarli in scena tutti insieme e in un unico palcoscenico? I suoi personaggi parlano anche un po’ di lei?

Tutti i miei personaggi parlano un po’ di me: la nonna, l’operatrice telefonica rumena. In questo spettacolo in particolare io davvero parlo di me, della mia storia sentimentale, del fatto che mi sono separata e quindi metto un po’ in piazza tutte le paure e tutti i desideri di una donna adulta che si è separata. Ho accanto a me Loredana Bertè, Sabrina Ferilli, la Meloni, Melania Trump e quindi è un puro divertimento, una specie di autocoscienza che utilizza le maschere, quelle che provengono dal teatro, dalla radio, dalle imitazioni tv.

Nella sua carriera poliedrica non si è fatta mancare nulla, approdando anche alla regia cinematografica con il corto “Offro io”. Come è stata questa esperienza di coordinamento che però l’ha vista contemporaneamente dietro e avanti la macchina da presa?

L’esperienza della regia è stata un’esperienza magnifica, un parto, una creazione totale. Mi spaventava l’idea di rendere un linguaggio comico attraverso le immagini avendo cura dell’immagine. É stato un bellissimo esperimento. Credo che sia necessario però per fare un salto del genere, cioè passare dalla recitazione alla regia, avere delle storie necessarie e profondamente conosciute.

 

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Diario alimentare di una quarantena . Lunedì : minestrone. Martedì: minestrone frullato, ovvero passato di verdure . Mercoledì: passato di verdure con aggiunta di pastina. Giovedi: frittata di passato di verdure e pastina. Venerdì: polpette di frittata di verdure e pastina . Sabato: gnocchi di polpette di frittata di passato di verdure e pastina . Domenica : crostini di gnocchi di polpette di frittata di passato di minestrone e pastina , ma non li mangio tutti, ne conservo per metterli nel nuovo minestrone di lunedì. E faccio così anche per tutti gli altri alimenti…e oggi è lunedì! #sbaglioledosi #cucinotroppo #anchemeno #nonsibuttaniente #sempretroppo #unbattaglione #buonlunedi

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Nel mondo dello spettacolo ha fatto veramente tanto spaziando anche dalla radio alla tv. C’è qualcos’altro che le piacerebbe sperimentare?

No, non vorrei sperimentare altri generi. Vorrei continuare a sperimentare registi, storie, personaggi, me stessa, sperimentare un po’ la vita.

Come ha vissuto questi giorni di quarantena? C’è qualcosa che sta riscoprendo e apprezzando?

In questi giorni di quarantena ho avuto varie fasi: c’è stata la fase dello shock, poi l’abitudine, la preghiera, la calma, l’interiorità, la ginnastica, le pulizie e adesso mi sta salendo la smania, la smania di ricominciare. Ovviamente noi del mondo dello spettacolo ci sentiamo senza terra sotto i piedi quindi mantengo la calma però sento il nervosismo che sale. Ho apprezzato di questa quarantena sicuramente la solitudine. Ho apprezzato il fatto che ho potuto mettere a fuoco le cose di cui ho veramente bisogno, quali sono i miei desideri. Spero di riuscire a portarmi fuori qualcosa di questa esperienza e di essere presa di nuovo dall’entusiasmo e della frenesia.

Paola Minaccioni
Paola Minaccioni

Qual è la prima cosa che farà appena tutto questo finirà?

La prima cosa che farò appena tutto questo finirà? Io sicuramente passerò del tempo con i miei amici, andrò al mare, voglio andare a ballare. Mi piacerebbe moltissimo sudare in libertà senza pensare di contaminare qualcuno ecco. Lo scambio organico di tutti tipi l’ho sottovalutato invece evviva, evviva l’interazione e gli scambi organici.

Francesca Bloise