Bonus e cassa integrazione: in arrivo il Decreto Rilancio

La pubblicazione del Decreto Rilancio in Gazzetta Ufficiale è attesa per oggi 18 maggio in giornata.

lavoro ufficio
Lavoro da remoto (foto Pixabay)

Nel Decreto Rilancio ci sarà il bonus per le baby sitter: per richiederlo sarà necessario presentare una nuova domanda sul sito dell’Inps. Questo bonus è per quelle famiglie che hanno un figlio fino a 12 anni (nel caso in cui sia disabile non c’è limite d’età). Si passa da 600 euro, inseriti nel Decreto Cura Italia a 1.200 euro contenuti nel Decreto Rilancio. Ma chi ha già riscosso il primo bonus, avrà soltanto 600 euro per il secondo. Per medici, infermieri e lavoratori pubblici e privati il bonus passa a 2.000 euro dai precedenti 1.000. Avrà diritto alla cifra più alta solo chi non lo abbia già riscosso precedentemente. La cassa integrazione è stata estesa per altre nove settimane. La cassa integrazione in deroga include anche le aziende con meno di cinque dipendenti. Dato che in questo caso ci sono molti ritardi, il Decreto Rilancio ha stabilito che il datore di lavoro può comunicare direttamente all’Inps quante ore di cassa integrazione avrà bisogno. Lo stesso Inps penserà ad anticipare il 40% della somma, senza dover far partire un lungo iter burocratico. Il bonus 600 euro degli autonomi arriverà in automatico a chi lo ha già ricevuto nel mese di aprile, riferito al periodo di marzo. La somma verrà liquidata dall’Inps a decreto pubblicato.

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Decreto Rilancio: il bonus per i liberi professionisti

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Riunione di lavoro (foto Pixabay)

Anche per aprile e maggio, spetta ai professionisti il bonus di 600 euro, come già era avvenuto per il mese di marzo. I liberi professionisti iscritti a una cassa previdenziale privata avranno il bonus erogato dallo Stato attraverso i propri Enti Previdenziali. Le modalità per averlo saranno definite dal Ministro del Lavoro e delle politiche sociali insieme al Ministro dell’economia e delle finanze.

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In Italia mancano i lavoratori, non il lavoro.
Lavoro (foto Pixabay)

Per il riconoscimento delle indennità di aprile e maggio, i soggetti titolari della prestazione, alla data di presentazione della domanda, non devono essere titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e nemmeno titolari di pensione. Non è stato confermato al momento l’innalzamento del bonus a 800 euro.